giovedì 12 dicembre 2013

Prima o poi!


Erano le prime ore del pomeriggio, il sole inondava tutto con la sua luce e qualsiasi essere vivente
cercava riparo all'ombra; le piante, poverine, sembravano morte, come schiacciate da un peso
enorme, ma lui sentiva che la vita scorreva dentro i loro rami, le loro foglie.
Gli animali, abbattuti dal gran caldo, oziavano all'ombra, le forze avevano abbandonato i loro corpi
prostrati dalla terribile afa.
Lui passava accanto a quelli senza che avessero la forza di alzare gli occhi per guardarlo.
Se qualcuno lo avesse fatto, avrebbe scorto sul suo viso le molte rughe che testimoniavano i tanti
anni che aveva trascorso su questo mondo, ma avrebbero visto anche l'espressione terribile dei suoi
occhi, tra il soddisfatto e l'impaziente.
Soddisfatto perché aveva percepito la presenza femminile nelle vicinanze, impaziente perché non
era riuscito a trovare ancora nessuno; poteva provare a cercare nel granaio lì vicino per trovare
qualcuno e così fece.
In quel momento la sua ricerca ebbe termine.
Affacciandosi al portone socchiuso del granaio vide le due ragazze distese sulla paglia dorata.
Naturalmente nessuna delle due si accorse della sua presenza.
La più alta, lui aveva la sensazione fosse anche la più grande, aveva lunghi capelli neri che le
scendevano come una cascata sulle spalle, quando si era affacciato, lei si stava alzando a sedere per
massaggiarsi una gamba, la coscia che si restringeva al ginocchio e poi si allargava di nuovo nel
polpaccio per restringersi definitivamente nella sottile caviglia e terminare in un piedino delizioso.
Le lunghe dita affusolate della mano andavano su e giù sulla pelle di seta lasciando delle sottili scie
rosate che subito sparivano ma che ricomparivano al ripassare delle dita.
Poi, come se un pensiero improvviso le avesse attraversato la mente, allungò le gambe davanti a se
stirandosi, poi le attirò al seno, con le mani cinse le ginocchia e disse qualcosa alla sua compagna
che rispose con una risatina.
L'altra era un po' più bassa dell'amica, aveva i capelli castani però corti, alcuni fili di paglia le si
erano intrecciati ai capelli facendola sembrare più spettinata del vero.
A differenza dell'amica era languidamente distesa con le braccia incrociate sotto la testa a formare
una sorta di cuscino e sembrava stesse assaporando appieno quel momento; l'odore della paglia, il
sole che discretamente penetrava da un finestrone, il caldo che fiaccava le forze e certamente il
ricordo di qualcosa fatto precedentemente che le era particolarmente piaciuto, concorrevano a
rendere quei momenti quasi magici.
I seni le si alzavano ed abbassavano al ritmo del respiro, seni degni delle più belle sculture
classiche, sormontati dai capezzoli scuri, la loro morbida curva
che induceva lo sguardo a scendere più giù al ventre piatto e ancora più giù al luogo considerato da
tutto il mondo il sito del piacere, alle gambe, che non avevano la stessa grazia di quelle dell'amica,
ma che si facevano desiderare lo stesso.
Nessuna delle due aveva nulla addosso, i vestiti erano ammonticchiati poco più in là, sembravano
quasi avvertirle del pericolo imminente, ma loro non si accorsero dell'estraneo che le stava
osservando.
Lui ebbe un fremito quando vide la ragazza, lei era la persona che stava cercando, la morbidezza
della sua pelle, l'agilità delle sue membra, la fragranza della sua carne, la freschezza della sua
giovane età; lui era là per lei, questo pensiero gli si scolpì nel cervello, capì che non aveva motivo
per rimanere ancora là fuori, in quel momento davanti ai suoi occhi esisteva solo lei e nient'altro.
Quando la più grande si chinò su di lei a baciarla, quasi che quel bacio servisse a suggellare una
promessa, lui approfittò del momento in cui si erano distratte e sgusciò dentro senza fare alcun
rumore, addossato alla parete si avvicinò più che poté alle due ragazze.
Quando si accorsero della sua presenza era ormai troppo tardi, lui incombeva con la sua alta statura
su di loro.
La più grande riuscì a fuggire così com'era, prendendo la propria veste, ma lui non si preoccupò, ci
avrebbero pensato i suoi amici.
La più giovane, invece, restò distesa impietrita dalla paura, una sensazione di gelo le pervase
l'animo e guardando gli occhi di quello sconosciuto comprese che era là solamente per lei e
incomprensibilmente ebbe più paura per la sua amica che per se stessa.
Provò pure a muoversi ma senza riuscire a comprenderne il motivo non poté spostare neanche un
muscolo e rimase distesa sulla paglia mentre quell'uomo dagli occhi strani si sistemava sopra di lei.
Dopo averla accarezzata per un po' la penetrò, lei provò dolore e per questo lanciò un grido mentre
gli occhi le si inumidivano di lacrime, si sentì impotente sotto i colpi di lui, però notò una cosa
strana, da quell'uomo si irradiava una strana sensazione di calore, per un attimo si
abbandonò e poco dopo si sentì scivolare in un baratro senza fine.
Il suo corpo non rispondeva più agli stimoli inviati dal cervello, anzi si muoveva seguendo il ritmo
dei colpi dello conosciuto, dalla gola le uscivano grida non volute e intanto stava accettando sempre
più quell'uomo dentro di se.
Provò a chiudere gli occhi, ma lo sguardo misterioso dell'uomo le rimaneva sempre davanti, ebbe la
sensazione che stesse diventando padrone dei suoi sentimenti, tentò di resistergli ma da un'altra
parte cadde un'ultima resistenza che la indusse a gridare... di soddisfazione, e subito dopo cadde in
un sonno senza sogni.
Lui sentiva la vita pulsare sotto le sue mani e provò un fremito di piacere al pensiero di poterla
fermare con un semplice tocco, ma scacciò quell'idea e tornò con la mente alla ragazza che sotto di
se pareva non avere pace, i gemiti erano sempre più frequenti e i movimenti erano quelli di un
animale nell'agonia della morte.
Sentiva che stava per giungere al limite e mise in atto il suo trucco preferito, un attimo e fu in suo
potere, prese dal corpo della ragazza tutto il piacere che poteva dargli e non si alzò da lei se non
dopo aver assaporato tutti i più intimi segreti del suo giovane corpo.
Una volta fattala cadere in uno stato di torpore, uscì a cercare l'altra ragazza; la trovò poco fuori il
grande portone del granaio, i suoi amici avevano agito come al solito.
La gonna arrotolata in vita lasciava in vista le stupende gambe ora deturpate da graffi e tagli, ma lui
non poté fare a meno di carezzarle, la veste strappata metteva in mostra due seni prosperosi ma
erano segnati da alcuni graffi profondi.
Tutto intorno apparivano orme e tracce di sangue mentre lei stringeva ancora in mano un ciuffo di
peli, beh dopotutto aveva cercato di difendersi.
Sentì che la vita scorreva dentro di lei, seppur lentamente, non ebbe la voglia di fermarla e le mise
la mano aperta sulla fronte, sarebbe vissuta ma si sarebbe ricordata quei momenti come un incubo
per tutta la vita.
Fatto ciò fece ritorno al suo inferno quotidiano, proprio quello con le fiamme alte e la pece bollente;
non é vero che il Diavolo prende le sue donne quando sono incoscienti, anche a lui ogni tanto piace
l'avventura, in fondo che male c’è?.

mercoledì 23 ottobre 2013

Anna e Laura

Una cena tra amici, nulla di erotico in previsione, semplicemente due coppie a cena, poi complici le bollicine i discorsi si fanno più intriganti, si parla in modo generico di sesso e tra una risata e l'altra di dimensioni dei rispettivi compagni e si finisce nel luogo comune...gli uomini di colore...Anna sorride sorniona e fa qualche battuta quasi ne sapesse qualcosa! fine della cena tutti a casa a smaltire il bicchiere di troppo. L'indomani però è Laura a chiamare Anna, piccoli convenevoli poi la domanda fatidica...ma tu sei stata con un negro? com'è ? io avrei una voglia pazza di provare...ecc..Anna all'inizio non sa se sbilanciarsi, poi alla fine cede e racconta a Laura che siamo una coppia un pò trasgressiva e che volendo avremmo anche amici di colore con cui si potrebbe fare una serata; detto fatto! nel giro di pochi giorni si organizza con due ragazzi ivoriani fidati. Laura e suo marito arrivano presto, sono emozionati, lui più di lei; per fortuna i ragazzi arrivano subito ( di solito non sono mai puntuali ! ) e si rompe il ghiaccio pochi istanti ed abbassiamo le luci, un pò di musica e Anna, da padrona di casa, si alza ed invita Laura a fare lo stesso, non sapendo se è bisex la accarezza piano ma lei, eccitatissima per la situazione, la bacia e le due iniziano a spogliarsi; in breve sono nude davanti a noi quattro, poi si alzano anche i ragazzi...si spogliano ma rimangono in boxer, le palpano e le accarezzano e già si vede che i loro cazzi si sono fatti duri! poi ogni uno si prende la sua puledra bianca, anche il marito di Laura si spoglia tra l'eccitato e l' impacciato ma poco dopo desiste... è la loro serata! dai boxer saltano fuori gli uccelloni neri e le due iniziano a succhiarli con avidità, cambiano posizione..Anna si inginocchia e comincia a pompare il cazzo di Hamed mentre Laura si avvicina al viso del suo moretto..le lingue si aggrovigliano in un bacio rovente. Io e Paolo ormai guardiamo estasiati le nostre mogli ormai preda dei due torelli neri che nel frattemo le hanno distese e hanno preso a leccarle tra le coscie, le due troiette gemono e dopo un pò senza preavviso è proprio Laura a salire a cavallo ed a farsi penetrare; Anna non vuole essere da meno, si distende sulla schiena spalanca le gambe e chiede di essere presa...Hamed non di fa pregare ed entra a pelle dentro dei lei..vanno avanti minuti che sembrano ore, poi quando sembrano esauste si scambiano i cavalieri, Laura si mette a pecorina ( sua posizione preferita ) ed Anna sale sul torello lasciato libero dall' altra e dinuovo gemiti e rumore di corpi sudati che si uniscono nell' amplesso...odore di sesso..ci sono tutti gli ingredienti per la buona riuscita della serata. Si scambiano ancora un paio di volte ed i cazzi neri e turgidi entrano nelle loro fiche bagnate in un valzer di colpi; sono passate quasi due ore quando Hamed esplode nella fica di Anna a questo punto appena lo tira fuori Laura abbandona il suo boy ed inizia a pulire lo sperma con la lingua poi lecca la fica di Anna..chiede ancora sperma e le due si inginocchiano davanti a Daniel e cominciano a succhiarlo a turno strappandosi di bocca il cazzo nero fino allo schizzo che le investe entrambe in piena faccia e mentre lui prima geme e poi ride loro si leccano la bocca avidamente l'un l'altra per raccogliere le gocce di seme. Tutti al tappeto e non solo in senso metaforico ! Paolo si avvicina a Laura la accarezza si parlano piano lui vorrebbe entrare dentro di lei ma Laura lo blocca, no questa sera per le due porcelle solo cazzi di colore nero!. Mentre i ragazzi sono in bagno chiedo ad Anna come è andata..la risposta è nei suoi occhi e sulla sua pelle resa appiccicosa dallo sperma ricevuto in abbondanza. I ragazzi salutano e forse per l' imbarazzo della serata anche Laura e Paolo se ne vanno, restaimo noi a fare ordine con la certezza che Laura ha trovato quello che cecava.

da: Racconti Erotici

lunedì 21 ottobre 2013

Piedini Lussuriosi

Martina mi stava aspettando morbidamente distesa su di una chaiselongue, sorseggiando Veuve Clicquot ed aspirando lentamente il fumo dell’ennesima sigaretta: dietro di lei, oltre l’ampia vetrata del soggiorno, le luci intermittenti della città salutavano il rapido sopraggiungere dell’imbrunire e l’affannarsi dei passanti verso la metropolitana.
Quella sera indossava un tubino rosso fuoco, calze nere di pizzo (fatte arrivare per l’occasione dalla Francia) ed un paio di decolleté dorate dal chilometrico stiletto: i capelli corvini accuratamente raccolti dietro la nuca, l’incarnato olivastro, le forme androgine, le piccole manine smaltate, i grandi occhioni da cerbiatta ferita.
Ai bordi della stanza troneggiava un separé in carta di riso, decorato con eccentrici motivi giapponesi: mi spogliai, indossai un ampio kimono di seta ed andai ad accucciarmi ai suoi piedi.
«Ben tornato Cagnolino – disse – ti sei ricordato di fare tutto quello che ti avevo ordinato? Non ti sarai per caso dimenticato i compiti assegnati dalla tua maestrina, vero?»
«Certo, Principessina, come avrei potuto disobbedirle? – risposi – Ogni sera ho lustrato, a fondo, con la lingua, le sue meravigliose ciabattine rosa, strusciandole, poi, lentamente sulla mia intimità». «E le calzine? – aggiunse Martina, con sguardo curioso – Ti sei preso cura anche di loro vero?» «Lei è la mia Padrona ed ogni suo capriccio è per me una delizia: non potrei più vivere senza adorarla e compiacerla. Ho annusato le sue calzine, sognando di suggervi il suo profumo, e le ho legate sul mio membro tutte le volte che mi toccavo».
«Bravo Cagnolino! – esclamò – mi piace tanto tanto quando le bestioline eseguono senza fiatare i miei comandi, lo sai?» disse poi con vocina da bimba «Adesso, da bravo, puliscimi le scarpine, le voglio tutte lucide».
Con delicatezza, sollevai lentamente la sua gamba destra, adagiandola sulle mie ginocchia. Slacciai la cinghia della decolleté, liberando il suo meraviglioso piedino velato.
Presi la scarpa fra le mie mani ed ingoiai cupidamente il tacco: era gelido ed appuntito. Il freddo del metallo irritò la mia lingua mentre lo leccavo con consumata perizia: «Mangialo con gusto – m’invogliò Martina – è bello duro, non è vero? È tanto, tanto lungo: un raffinato compagno di giochi per una signora. Adesso sorseggia un po’ di champagne: gli stiletti vanno sempre puliti con dello champagne».
Io aprii la bocca e lei vi sputò del Veuve Clicquot. Poi, ritornai all’opera. Terminai di lucidare il tacco ed assaporai il sapore dolciastro del cuoio. Lambii con la lingua il dorso della scarpina, senza trascurarne un solo millimetro. La stessa cosa feci con la sua gemella: lo stiletto andava ritmicamente su e giù, lungo la mia bocca.
«Ben fatto! – sospirò Martina – Tu sei una simpatica bestiola ed io la tua principessina, tanto dolce e tanto perversa. La tua mente deve annullarsi in me ed io voglio che tu desideri sempre toccarti, pensando al mio corpicino perfetto. C’è forse qualcosa di me che non ti piace?» «Lei è una divina apparizione Padroncina, una soave aurora che illumina le mie giornate». «Lo so – disse lei, accarezzandomi i capelli – e ti piacerebbe baciarmi il piedino? Io sono tanto contenta quando i miei cagnolini si occupano dei miei piedini stanchi, quando sento le vostre linguette trovare frescura tra le mie piccole dita».
Non mi feci ripetere l’invito. Le sfilai le calze di pizzo venute da Parigi, legandole poi attorno al mio membro, proprio come lei mi aveva insegnato. Tutto ciò, non prima di averne gustato a lungo il prelibato profumo. Poi, cominciai a baciarle languidamente i piedini: erano piccoli, soffici, curati in ogni lembo, con delicate ditina smaltate di nero.
Li baciai, li massaggiai, li leccai a lungo. Non solo le dita, ma anche la pianta ed il collo. Lei li dondolava, li inarcava, ora allontanandoli, ora accarezzandomi, ora schiaffeggiandomi il volto: «Coccolali da bravo servetto! – ordinò – Coccola i piedini della tua principessa. Sai, ieri è venuta a trovarmi una mia amichetta dell’uni e abbiamo giocato tutto il giorno: ci siamo provate le scarpine ed i vestitini e poi ci siamo scambiate tanti bacini. Ti sarebbe piaciuto esserci non è vero? Chissà come ti saresti masturbato bene vedendoci?»
Io presi tra le mie mani il suo piedino, come un gioiello prezioso, come uno smeraldo contornato da diamanti. Le leccai l’alluce e poi gli diedi un bacio. La stessa operazione ripetei con tutte le dita della mia padroncina. «Ti piacciono proprio i piedi! – sospirò lei – I piedini di una signora vanno leccati, e poi leccati e leccati di nuovo. Si vede che sei stato educato a comportarti da cagnolino. La tua principessina vuole darti un premio».
Martina si ricompose e mi porse la sua manina da suggere, cosa che faceva unicamente nei momenti di maggiore soddisfazione. Poi, prese lo strapon ed un guinzaglio e comandò: «Spogliami! E’ ora di passare ai giochi da grandi!»

giovedì 10 ottobre 2013

Al mare con Sara Saimon e Mara

Sara finalmente e' arrivata sta venendo a casa. Per telefono gli ho raccontato come avevo passato il Sabato notte e la domenica mattina con Saimon e Mara. Ho fissato con loro per un aperi cena qui a casa nostra. Siamo già eccitate ci stiamo preparando. Non sappiamo come vestirci fa caldo anche se e' settembre ottiamo per un abbigliamento leggero tipo festa da spiaggia costume e pareo. Stiamo scegliendo insieme quelli più carini. Mentre rovisto tra i costumi chiedo Sara:.....“Che ne dici di questo?”
“Mmh.. Banale.."
" E questo!??....."
Ho tirato fuori un costume ridottissimo, che avevo acquistato circa un anno fa in un momento di follia..
“Perché no? Fammi vedere come ti sta..”
" Ma dai stai scherzando.....!!!!"
Sara mi convince a provalo
“Va bene.. Ti accorgerai che addosso mi stara malissimo."
Lo infilo rapidamente, facendo scivolare l’accappatoio..
E Sara esclama:.....“Stai benissimo!”
Mi guardo nello specchio, con poca convinzione.. Si tratta di un due pezzi composto da un micro perizoma ed un reggiseno a triangolo che lascia ben poco all’immaginazione.....mi strizza i seni e li fa sembrare più grossi di quello che sono e il mio culo invece è' del tutto esposto e menomale che mi sono depilata tutta perché la stoffa copre a stento la mia fica....... In più e' un costume rosso, in tinta unita. Dico a Sara:....“Dai, cosi sembro una Troia ”
Lei risponde: “Beh? E allora cadranno ai tuoi piedi?....Su Non fare la stupida, hai un bel corpo, mostralo! "....
Sara mi convince, lei a optato per un mio costume azzurro.
Sara e' piu' giovane di me e ha un fisico perfetto, ha un seno incredibile.....sodissimo, con due bei capezzoloni. Sono convita che stasera ci divertiamo. E così, indossati i pareo, e un paio di sandali dal tacco vertiginoso, aspettiamo Mara e Saimon. Finalmente arrivano vado ad aprire la porta, li faccio entrare e presento Mara a Sara poi ci accomodiamo sul divano, con stuzzichini e qualcosa da bere. Mentre siamo seduti sul divano noto che Mara che mi guarda e mi spoglia con lo sguardo.....anche se da spogliare c'è poco, sono in costume....si alza e mette della musica, viene verso di me mi prende per una mano e poi cominciamo a ballare io è lei in modo sensuale, poi io vado verso Mara lo faccio alzare e comincio a ballare con lui, mentre balliamo gli sfilò la maglietta....i suoi muscoli sono ben definiti,..balliamo insieme, senza dire nulla.. Le sue mani si muovono con sicurezza sul mio corpo, gia mi sto eccitando al suo tocco...sento le sue mani che mi spostano il pareo e mi toccano le mele, guardo Sara sta ballando con Saimon, già si baciano, Mara mi afferra per le mele e mi stringe a se, sento il suo cazzone che mi struscia sulla pancia...,poi si abbassa e comincia a baciarmi il collo e i seni....sento una sua mano scostarmi il costume, comincia a massaggiarmi dolcemente la fica e il buchino dietro......io lo bacio e gli mordicchio il collo....comincio ad eccitarmi....mi guardo in giro vedo Sara seduta sul tavolo e Saimon con la testa fra le sue gambe......Mara mi tira verso il divano.....mi slaccia il pareo e mi bacia......mi toglie il perizoma e mi fa sdraiare sul divano e comincia a baciarmi le gambe, sento la sua lingua passare sul mio interno coscia poi la sento tra le mie grandi labbra. Mara e' bravissimo a baciarmi, ogni colpo della sua lingua mi da una scarica di piacere. Mentre si dedica alla mia fica con le mani libera i miei seni dal costume e comincia a torturarmi i capezzoli.....ansimo....quando sento la sua lingua picchiettare il mio clitoride e succhiarlo con le labbra.....mugolo e gemo, non resisto più con le mani premo la testa di Mara sulla mia fica.......lo incitò, gli dico:....." dai siiii mmmm...sii scopami con la lingua.....ohh siiii fammi godere.....mangiami....."" ....Sento la sua lingua entrarmi dentro......gemo e mugolo di nuovo....Mara si ferma io rimango li stesa sul divano, vedo che si leva i pantaloni e le mutande.....gli dico:....."....Si dai prendimi subito...dai sfondami....".....
Mara non se lo fa ripetere due volte si siede sul divano con il suo cazzone stringendolo alla base e mi dice:..".vieni sopra e' tutto tuo"....io mi alzo mi metto sopra di lui e lentamente mi lascio scivolare, lo sento entrare dentro di me lentamente......sento la sua cappella farsi largo dentro me.....sento il suo cazzone strusciare sulle pareti della mia fica, sento che è completamente dentro di me, sono praticamente seduta sulle palle di Mara, lo guardo e poi comincio a muovermi ondeggiando lentamente il bacino avanti e indietro, sento il cazzone di Mara muoversi dentro di me e il suo pube strusciare sul mio clitoride, lui con le mani mi strizza il seno e mi succhia i capezzoli.....ansimiamo e mugoliamo insieme io lo bacio e gli succhio il collo........mi piace perché sono io che conduco il gioco....aumento e diminuisco il ritmo a mio piacere. Mentre mi muovo lo guardo e vedo espressioni di piacere sul suo viso.....comincio a muovermi sopra di lui sempre più veloce, vado su e giù, quasi lo faccio uscire da me è poi lo faccio rientrare tutto dentro, quando è' tutto dentro di me invece di ritornare su subito ondeggio un po' i fianchi con tutto il suo cazzone dentro, quando ondeggio Mara geme e morde i miei capezzoli...........mi giro, non siamo più soli sul divano accanto a me appoggiata che si sta reggendo c'è Sara, Saimon la sta scopando da dietro, ci guardiamo un attimo e poi ci baciamo....e' una sensazione bellissima, sentire il cazzone di Mara che si muove dentro di me è il sapore della saliva della mia migliore amica nella mia bocca. Sento Mara che dice il mio nome sta per venire.....sento il suo cazzone vibrare dentro di me, mentre geme a voce alta lo guardo, lo abbraccio e stringo il suo viso tra il mio seno.....sento il suo cazzo venirmi dentro il suo orgasmo e lento ma copioso i suoi spruzzi non sono violenti mi sento riempire piano piano dalla sua sborra e' caldissima, io continuo a muovermi, Mara comincia spingere dal basso, con la seconda spinta mi sento toccare l'utero, sento il mio orgasmo che sta per arrivare forse se n'è accorto anche Mara perché mi spinge sempre più veloce e forte, mi morde un capezzolo, non resisto e mi lascio travolgere dall'orgasmo.......urlo:...."ooooohh siiiiiii dai non fermarti.......mmmmm veeenngooooo...."".....il mio ventre vibra....abbraccio Mara, rimaniamo per qualche secondo in quella posizione.....
Sento Sara mugolare dal piacere, esco da Mara mi sdraio sul divano, la mia fica e' oscenamente dilatata sento colare i miei umori e la sborra di Mara, Sara mi guarda poi mi sorride e si tuffa tra le mie gambe e comincia a ripulirmi, sento la sua lingua frugare tra le mie grandi labbra, sento Sara succhiare i miei umori mischiati alla sborra, poi smette di succhiare e a bocca piena ci baciamo celi scambiamo.....sento il sapore della sborra di Mara mischiato a quello dei miei umori. Mentre ingoio Mara da dietro comincia a massaggiarmi il seno, chiudo gli occhi, sento il rumore di Saimon che scopa la mia amica e i mugolii di piacere di Lei, mi eccito di nuovo......accarezzo i capelli di Sara e gli spingo la testa verso la mia fica, sento la sua lingua entrarmi dentro, inizio a sospirare per il piacere.....Sara mi sta facendo perdere il controllo.....Mara si sposta di fianco a me e mi porge il suo cazzone io apro la bocca e comincio a spompinarlo......Sento Sara venire, la sento che respira affannosamente sulla mia fica, mugola rumorosamente, si stende sul divano accanto a me, Saimon e' uscito da lei ancora non è' venuto Sara si butta sul suo cazzone e comincia a spompinarlo poi non so come ma io mi ritrovo il cazzo di Saimon i bocca mentre Sara si occupa del cazzone di Mara, Saimon sta per venire vien e' al limite.....sento il suo cazzone che si gonfia nella mia bocca e poi inizia a vibrare e spruzzare.......Saimon mugola e mi regge la testa. I primi spruzzi mi vanno direttamente in gola, ha una sborrata smisurata, mi riempie la bocca, tossisco quasi soffoco, lui mi lascia la testa e per farmi respirare mi toglie il suo cazzo di bocca ma continua a spruzzare, con altri due tre spruzzi mi schizza sul viso e i capelli, ho ancora la bocca piena della sua sborra prima di ingoiare tutto gliela mostro e poi ingoio tutto. Sara e io cominciamo a baciarci con le mani gli palpo i seni e gli strizzo i capezzoli, lei prima mi bacia e lecca il viso per ripulirmi un po' dalla sborra di Saimon poi mi afferra per mele e con una mano comincia a masturbarmi.....sento le sue dita entrare dentro la mia fica, mi giro e vedo Mara ancora in piedi accanto a me, prendo il suo cazzone con una mano lo sego lentamente poi inizio a passargli la lingua su tutta la cappella facendo un giro completo, poi scendo lungo l’asta fino alle palle, li trovo Sara, che si sta dedicando a una delle sue palle, io mi dedico all'altra, poi ci baciamo le nostre lingue si intrecciano, poi ritorno su lentamente insieme a lei, io lecco da un lato e lei dall'altro fino su alla cappella, mentre lei torna giù io con la punta della lingua stuzzico la stretta apertura da dove esce lo sperma, poi apro le mi labbra e lo accolgo nella mia bocca, lo ingoio lentamente a labbra strette, sento Mara mugolare.....arrivo a mezzo e poi risalgo. Quando sono in cima Sara melo sfila di bocca e comincia a spompinarlo lei, vedo Saimon sulla poltrona il suo cazzo ancora non è tornato duro e dritto, mi fa cenno di andare li da lui io eseguo, mi fa sedere sulla poltrona poi mi porge il suo cazzo, io inizio a stuzzicarlo dandogli dei bacetti sulla cappella poi comincio a leccarlo, lo sento crescere lentamente dentro la mia bocca, Saimon mi incita:...."..mmmm dai leccami.......siiii leccami così dai anche le palle....."" Melo sfila di bocca e mi porge i testicoli, poi melo rimette in bocca mi afferra per la testa e comincia a scoparmi la bocca per un po' poi si ferma mi spinge verso la spalliera della poltrona mi prende per le gambe mele apre e mele fa appoggiare sui braccioli della poltrona. In quella posizione metto in mostra la mia fica che è oscenamente dilatata e pronta per prendere il suo cazzone. Lui comincia a infilarmi due dita prima tra le mie grandi labbra e poi dentro di me. Lo sento entrare in profondità......ansimo.....Sento la lingua di Saimon passare sul mio clitoride, mentre le sue dita si muovono lentamente su e giù', poi le sento sfilarsi e subito dopo sento la sua cappella che struscia sulle mie grandi labbra, poi mi sento aprire lentamente e riempire dal suo cozzone grosso e nodoso......un brivido mi attraversa.....non resisto gemo e mugolo dal piacere.....sento il cazzone di Saimon scorrermi dentro lo sento strusciare alle pareti della mia fica.....incito Saimon:....." Ahhhh.....mmmmmm.....siiiii....spingiiii...daiiii......scopamiii.....oooohhhh....dai ancora....."....Sento il cazzone di Saimon entrare tutto dentro...Saimon mi afferra per i fianchi e comincia a muoversi su e giù.....lo sento uscire da me quasi completamente è poi rientrare tutto dentro.......mi sta scopando divinamente.......Le spinte di Saimon non sono forti ma profonde tutte le volte che entra tutto dentro di me lo sento arrivare fino al mio utero......Sento Sara urlare dal piacere, questa volta e' sopra Mara si sta muovendo come un ossessa, io non resisto più le spinte di Saimon sono sempre più veloci sento il mio orgasmo arrivare, il mio corpo si contrae, un brivido come una scossa mi attraversa tutta non riesco a resistere urlo......"ohhhh godoooo.....siiiiiiii non ti tiii fermare....ohhhhh ohhhh aasaasahhhhh....." Sento gli umori uscire dalla mia fica, ho un orgasmo lungo, Saimon continua a muoversi dentro di me, ma lentamente, io ansimo ho il respiro corto, poi si ferma esce da me, sembra che voglia farmi riprendere.... Io ho ancora voglia.....gli dico:....."...dai scopami ancora....." Il suo cazzone e' ancora dritto e duro si butta sulla poltrona di fianco con il cazzone in mano e mi dice:......" Dai Alessia montaci sopra.....è scopati da sola....."
Io mi alzo dalla poltrona e dandogli le spalle mi siedo lentamente sul suo cazzone....sento la sua cappella aprire le mie grandi labbra e poi la sento scivolare dentro, quando sento che è' entrato mi lascio andare sopra Saimon e'il suo cazzone mi entra dentro tutto di un botto, poi comincio a muovermi su e giù lentamente, Sento Saimon ansimare da dietro. Vedo Sara sul divano che spompina Mara, inizio a mugolare insieme a Saimon, lo sento che mentre mi muovo su di lui mi bacia e lecca la schiena, mi provoca dei brividi intensi. Poi all'improvviso con le mani mi solleva fa uscire il suo cazzone della mia fica, sento la sua cappella appoggiare sul mio buchetto. Saimon all'inizio mi fa scivolare lentamente poi mi lascia io non riesco a reggermi e il suo cazzone entra subito tutto dentro il mio culo, caccio un urlo di dolore:....." AAAAAAHHHHHHH......"....mi sento come spaccare in due, ho le lacrime ha gli occhi......respiro male sento le palle di Saimon schiacciate sotto le mie mele, rimango in mobile, mi sento toccare, e' Sara mi sta accarezzando il viso e mi bacia......io mi rilasso, ora mi bacia il collo poi il seno,il dolore si sta attenuando le coccole di Sara stanno funzionando, ora con una mano mi sta toccando la fica, sento la sua lingua nel mio ombelico.....ora sul mio clitoride, comincia a leccarmi, la sento che con due dita allarga le mie grandi labbra poi sento passare su e giù la sua lingua......comincio a mugolare dal piacere. Anche Saimon ricomincia a muoversi, sento il suo cazzone muoversi nel mio intestino......sono percorsa da un brivido, il dolore e' scomparso e' stato sostituito dal piacere.....Sento Saimon che mi solleva e poi mi lascia ricadere giù il suo cazzone adesso si muove bene dentro il culo, tutte le volte che ricado giù sento le suo palle schiacciarsi sotto le mie mele.....sono percorsa da brividi sempre più frequenti ad ogni suo movimento provo sempre più piacere, sento Sara baciarmi poi uno spinta mi fa ricadere su Saimon, Sento Sara urlare........." HAaaaaaaaaaa...no no così mi fai male......." Poi un altra spinta. Sara mi abbraccia io la bacio vedo smorfie di dolore sul suo viso. Le spinte che li sta dando Mara da dietro quasi la sollevano da terra.....Mara la sta inculando con forza, poche spinte e i suoi mugolii si trasformano i gemiti di piacere......ora io è Sara mugoliamo insieme mentre Saimon e Mara ci inculano......Saimon mi tiene per i fianchi e si muove sempre più veloce, Mara invece ha afferrato Sara dal suo seno e spinge sempre con più vigore, io è Sara ci scambiamo baci e carezze lei si regge a me.......con una mano arrivo alla sua fica e comincio a toccarla e penetrarla con le dita. La sento gemere, lei mi morde il collo e mi ficca tre dita nella mia fica, sento il cazzone di Saimon che si muove dentro di me, non riesco più a trattenere il mio piacere....."..Siiiii....siiii ancora non fermatevi.....siiiiiii....che bellooo....ohhh....mmmmm....". Sento Saimon spingere sempre più forte le sue palle sbattono sulle mie chiappe a ogni affondo, sento anche le dita di Sara dentro la mia fica....sono in estasi non riesco più a muovermi mi abbandono sopra Saimon, ho di nuovo un orgasmo, urlo e godo, sento la mia fica comincia spruzzare come un cazzo, sono sfinita respiro a fatica mi abbandono completamente, li sento proseguire così per parecchi minuti poi sento Saimon afferrarmi per i fianchi e subito dopo un copioso getto caldo mi riempie l'intestino, sento anche Sara venire sulla mia mano, mi morde e urla mi abbraccia, e' tutta sudata e bagnata, ci lecchiamo le mani a vicenda, sento il sapore dei suoi umori. Anche Mara viene ma non dentro Sara fa uscire il suo cazzo da lei e i suoi spruzzi caldi colpiscono Sara e me. Rimaniamo fermi in quella posizione per alcuni minuti.
Poi i ragazzi si rivestono e se ne vanno, io è Sara invece ci buttiamo sul letto. Quando mi sveglio la mattina mi sento distrutta, anche Sara e' distrutta, resto per un po' sdraiata sul letto, guardo la mia amica, ancora dorme, l'abbraccio, mi sento tutta spossata dai continui orgasmi, e con i due buchi ancora allargati, sento la mia fica e il buchino del mio culetto che bruciano sono tutta sporca di sperma ho i capelli tutti appiccicosi. Sara si sveglia, facciamo una bella doccia calda che ci fa riprendere, poi torniamo a letto

mercoledì 2 ottobre 2013

Una guduria immensa - Il mio amico mi ha aperto il culo

Erano passati oramai più di sei mesi da quella mia prima ed ultima traumatica esperienza.

Ricordo quella settimana di calvario come un incubo.

Più i giorni passavano e più avevo l'impressione che il dolore aumentasse.

Al giovedì,convinto di essermi procurato un danno grave,avevo deciso di fissare un appuntamento con uno specialista andrologo per il lunedi successivo.

Certo la vergogna era tanta ma,al timore di avere chissà quali lesioni,mi ero deciso al grande passo.

Per tutto il periodo,la sera a casa facevo delle lunghe lavande a base di acqua tiepida e sale e poi mi spalmavo con una pomata che mi aveva dato il farmacista.

Il venerdi mattina,allo scadere della prima settimana,al mio risveglio,mi sono accorto che miracolosamente il dolore era quasi completamente sparito.

Naturalmente ho disdetto l'appuntamente col dottore e nello stesso giorno avevo buttato nella spazzatura il vibratore responsabile della mia imprudente penetrazione.

Dopo quel periodo d'inferno avevo ripreso le mie abitudini e devo dire che è stato un periodo molto proficuo con le donne.

Avevo una ragazza fissa ma al tempo stesso,riuscivo a farmene almeno un paia di nuove a settimana.

Addirittura una sera la mia ragazza,e venuta a casa mia con una sua amica:

-Ciao.-

Mi aveva detto baciandomi sulla bocca e presentandomi una bellissima ragazza bionda:

-Questa è la mia amica Lucy!-

E mentre lo diceva,la ragazza mi ha messo le braccia intorno al collo e mi ha sorpreso con un lunghissimo lingua in bocca.

La serata iniziata così è finita dopo cena a letto in tre sino all'alba.

Non mi è mai più capitato di passare una notte di sesso così infuocata!

Come dicevo,dopo circa sei mesi dall'incidente che mi aveva sfasciato il culo,un mio amico mi aveva proposto di passare una serata con due sue amiche grandi fiche che "la davano facile!".

L'appuntamento era a casa mia dove avremmo cenato e passato la notte scopando e scambiandoci le ragazze.

Alle 23 delle ragazze non v'era l'ombra ed inutili sono stati i tentativi del mio amico di rintracciarle(al tempo non vi erano ancora i cellulari)al telefono.

Infine rassegnati abbiamo cenato e bevuto da soli.

Poi,mentre seduti sul divano ad ascoltare musica,ci raccontavamo di cosa avremmo potuto fare con le due porcone,il mio amico ha tirato fuori il cazzo ed ha cominciato a masturbarsi.

Dopo un po',imitandolo,anch'io ho cominciato a menarmi il cazzo.

-Hai mai giocato con un maschio?-

Mi ha chiesto improvvisamente distogliendo la mia concentrazione dalla sega che mi che stavo facendo:

-No...mai!-

Gli ho risposto con tono perplesso:

-Perché me lo chiedi...tu si?-

Neanche avevo finito la domanda che era già in ginocchia davanti a me e dopo aver scostato le mie mani,si è chinato con la testa sul mio cazzo eretto e se lo è infilato in bocca.

Con una mano mi massaggiava i coglioni e mentre con l'altra mi stringeva il pulsante gambo,con le labbra mi faceva un gustosissimo pompino.

Usava le labbra e la lingua con una maestria ed un'abilità che non avevo mai trovato con una donna.

Quella era la mia impressione in quel momento!

Io ero completamente partito ed abbandonandomi completamente sul divano,mi sono slacciato i pantaloni ho allargato le cosce per favorire il suo "lavoro",ho chiuso gli occhi e con le mani dietro la sua testa accompagnavo i suoi lenti e goduriosi movimenti.

Quando dal mio respiro sempre più roco e pesante ha capito che stavo per godere,ha smesso e sollevandomi quasi di peso,mi ha portato in camere da letto.

Mi ha fatto spogliare mentre lui stesso si toglieva tutti gli indumenti.

Mi ha fatto distendere in posizione supina poi,mettendosi a cavalcioni sul mio petto,mi ha offerto il suo cazzo da succhiare.

Alla mia smorfia di disgusto mi ha detto:

-Calma....calma...Luigi...non voglio che tu mi faccia un pompino....voglio solo che tu mi lubrifichi un po' con la saliva e me lo faccia diventare ben duro perché stasera voglio mettertelo nel culo!-

-Come nel culo... il mio culo?!-

Gli ho risposto allarmato memore della mia traumatica esperienza.

-Non temere Luigi...siamo o no amici?

Fidati di me e vedrai che ti piacerà!-

Non ricordo se ero riuscito ad insalivarlo come lui voleva,quello che ricordo era il suo cazzo che scuro,emorme e gonfio di vene bluastre,si librava davanti al mio viso.

Il diametro era almeno il doppio del dildo che avevo provato e che mi aveva rotto il culo ed in più mi sembrava addirittura più duro.

Come avrebbe potuto entrare nel mio culo senza rompermelo definitivamente avevo pensato poi,rassicurato dal suo sorriso avevo deciso di non opporre resistenza e rassegnato di abbandonarmi al suo volere.

Il mio corpo non rispondeva più ai miei comandi e mentre avevo cominciato a tremare come in preda a brividi di freddo,lui mi aveva girato a pancia in giù e lasciandomi colla testa sul cuscino ed il petto schiacciato al materasso,mi aveva sollevato le natiche all'altezza del suo cazzo.

Ero terrorizzato all'idea di sentire il contatto della sua verga durissima col mio buco del culo tanto era ancora vivo in me il ricordo di quella maledetta sera.

Poi come in un sogno,ho sentito le sue mani che mi allargavano le natiche e qualcosa di morbido e umido che mi accarezzava la rosellina chiusa in maniera ermetica.

Mi stava leccando il buco del culo e ad ogni passaggio rilasciava un po' di saliva.

Poi ha cominciato ad accarezzarmi con un dito ed a cercare di forzare l'accesso ermeticamente chiuso.

Mi leccava e cercava di forzarmi con un dito mentre con l'altra mano mi accarezzava i testicoli.

Quel delicato e sublime trattamento,mi dava piacere ed aveva cominciato a rassicurarmi e farmi rilassare.

Senza che quasi me ne accorgessi,il suo primo dito mi è scivolato dentro senza dolore.

Poi ho sentito entrare due dita che si alternavano alla lingua che indurita a mo' di cazzetto spingeva ed in parte si intrufolava nel mio forellino che cominciava ad allentare la sua contrazione.

Quel trattamento mi faceva godere ed anche dal mio cazzo eretto come mai prima,cominciavano a fuoruscire le prime goccioline prespermatiche.

Quando ha sentito che il mio corpo non tremava più e che dalle mie labbra sortivano ansimi di piacere,si è sollevato ed ha puntato il suo glande sul mio buco del culo.

Poi,dopo avermi saldamente stretto per i fianchi mi ha detto:

-Luigi...adesso comincio a spingere....tu fai come se dovessi evacuare...spingi e non preoccuparti di niente.....vedrai,sarò dentro di te senza che neanche te ne accorga.....non hai mai inculato una donna?-

-No...mai...-

Ho risposto con la voce roca di chi è seduto sul water mentre sentivo la sua spinta e le sue mani mordere la carne dei miei fianchi.

Non so come potrei descrivere il momento in cui il suo cazzo ha varcato lo stretto pertugio del mio sfintere anale.

Ero già pronto al peggio e invece è stato dolce ed indolore.

Mi è scivolato dentro come scavando una torta di crema facendo precipitare tutto il mio essere in uno stato di infinito,sublime e languido piacere.

Quando ha cominciato a montarmi poi,ho avuto completa coscienza di avere per la prima volta in vita mia il corpo pieno di qualcosa di caldo,vivo e pulsante.

Completamente abbandonato alle sue voglie,mi sono rilassato totalmente ed ho goduto sino in fondo la magnificenza di quel sublime momento.

Mi ha montato a lungo con colpi precisi e profondi e contemporaneamente con una mano dopo aver lasciato la presa sul mio fianco,mi masturbava scappellandomi il prepuzio al ritmo dei suoi energici fendenti.

Ansimava sempre più forte il mio amico mentre mi inculava facendo sballottare tutto il mio corpo come fossi una bambola.

Ad un tratto,fermandosi dentro di me coi coglioni a contato con le mie chiappe,rantolando forte mi ha gridato:

-Luigi....sei pronto....quando vuoi sborriamo insieme...!-

Sborriamo...sborriamo....quella parola ha colpito i miei timpani come un colpo di gong scatenando in me una incontenibile e violenta libidine....sborriamo....sborriamo....

A quel richiamo,con un gesto brusco mentre il mio cuore aveva cominciato a pulsare come impazzito,ho staccato la sua mano dal mio cazzo e mentre mi masturbavo furiosamente gli ho gridato:

Adessoooo.....adessooooo...sborroooo....sborrooo....sborramiiiiii anche tuuuuu.....sborramiiiiii dentro...goooddooo.....gooodooooo....-

Le sue mani hanno stretto come una morsa i miei fianchi mentre lui grugnendo con la voce di una una bestia,ha inondato le mie visceri con una infinita e bollente sborrata.

Chino sotto di lui mentre il sua cazzo pulsando furiosamente scuoteva il mio corpo con potenti fiotti di sperma,io giacevo abbandonato e mi sentivo soddisfatto come una cagna pregna.

Da quel giorno abbiamo rifatto quel gioco,ogni volta che ve ne era l'occasione.

Come già detto quella prima volta tutto era avvenuto improvviso e senza alcuna preparazione.

La cosa naturalmente ha avuto alcuni prevedibili inconvenienti nel momento in cui sfilandosi da me,il suo membro era completamente lordato di escrementi mentre dal mio buco del culo colava sperma di un disgustoso color marrone.

Quel contrattempo aveva un po' rovinato la magia di quel momento.

Da quel giorno,il mio amico mi ha fatto scoprire una pratica gustosa e piacevole quasi quanto la monta:Il clistere!

Mi aveva fatto comperare tutta l'attrezzatura di cannule,pompette ed essenze emollienti e profumate.

Si occupava personalmente di depilarmi tra le chiappe per tenermi liscio e pulito come piaceva a lui e personalmente si curava di farmi svuotare prima di montarmi.

Il nostro rapporto era molto preciso.

Quando eravamo con gli amici,tutto procedeva come sempre ma quando eravamo soli,lui aveva il ruolo dominante del maschio ed io quello sottomesso della femmina.

Di tanto in tanto,quando era particolarmente soddisfatto della mia prestazione,invece di farmi godere durante la monta,dopo avermi riempito le visceri col suo sperma,mi faceva un pompino e si faceva sborrare in bocca ingoiando ogni goccia del mio piacere.

Per contro,non mi ha mai chiesto di bere la sua sborra!

Naturalmente nessuno dei due sentiva di fare pratiche omosessuali.

Per noi era un gioco,un gioco e niente più.

Il problema per me è nato dopo un paio di anni quando lui si è trasferito in un'altra città per motivi di lavoro.

Dopo qualche giorno dalla sua partenza,il mio culo era talmente abituato a ricevere la visita del suo cazzo che ho cominciato ad avere vere e proprie crisi di astinenza.

Ho ripreso allora le mie pratiche solitarie.

Ero oramai molto esperto e conoscevo tutti i trucchi per aprirmi al massimo e prendere vibratori sempre più realisti e grossi.

Ero arrivato ad averne una vastissima collezione di ogni foggia,misura,colore e consistenza e con loro mi trastullavo quando non ero con la mia fidanzata o con un'altra ragazza.

Oramai ero arrivato a farmi i clistere infilandomi nel culo direttamente il flessibile della doccia ed aumentando la pressione e la quantità dell'acqua in funzione del mio grado di libidine del momento.

Purtroppo col tempo,anche i miei amichetti inanimati non mi bastavano più ed avevo bisogno di trovare ancora un cazzo nuovo.

Un cazzo vero duro e pulsante in grado di irrorarmi le visceri di calda sborra!

L'occasione mi si è presentata in maniera casuale ed imprevista il giorno in cui mio fratello è venuto a farmi visita. 

giovedì 26 settembre 2013

L'ora dell' intervallo

Finalmente è mattina, dal momento che è già un’ora che mi giro nel letto in attesa del suono della sveglia, circostanza che non ho mai aspettato così tanto! Sono impaziente, inquieta e insofferente, avrei voglia, di cosa? Non so! Mi alzo, la giornata si annuncia magnifica, il sole splende già alto, poiché mette addosso una voglia incredibile di fare e di muoversi! Un caffè veloce, giacché devo correre al lavoro, dato che ho sempre del lavoro arretrato!

Entro in bagno, mi osservo allo specchio, per il fatto che dormo sempre quasi nuda, i seni spuntano da sotto la maglietta! Più mi guardo e più sento i capezzoli indurirsi, riecco quella voglia, quell’insolita insoddisfazione! Passo una mano distratta sulle labbra, mi sorrido, sfilo la maglietta per entrare sotto la doccia, ancora uno sguardo al mio corpo nudo, mentre la mano scivola lungo il profilo fino ai seni!

Mi accarezzo la pancia, le gambe, le natiche, immaginando che la mano non sia mia! Sento crescere i brividi lungo la schiena, mi sto eccitando è tardi, non posso ora! Vado nella doccia, l’acqua fredda mi fa sobbalzare, resisto, mi dà tono e vigore. M’insapono dolcemente, però il tocco delle mie mani sulla pelle nuda, mi dà un enorme piacere! Mi soffermo sui capezzoli sempre duri, impugno entrambi i seni e li stringo!

Reclino la testa all’indietro, m’immagino di essere su un palco, la platea mi chiama eccitata, mi tocco pensando a quante persone sono davanti a me, che vorrebbero leccarmi e toccarmi! Le mie mani scendono lungo il corpo bagnato, l’eccitazione è sempre più forte, incontro i peli della mia fica vogliosa, apro le gambe, l’accarezzo forte, intanto che un dito stuzzica il clitoride, l’altro scende fino all’apertura più nascosta! L’altra mano mi accarezza l’interno delle cosce e i glutei, comincio ad ansimare e vedo decine di uomini davanti a me, con le mani tese per sfiorare la mia pelle, rubare un tocco proibito, gridare il mio nome! Apro gli occhi e vedo il tubetto del dentifricio appoggiato sul lavandino, lo afferro d’istinto, lo passo sul viso, lo lecco, lo insapono e dolcemente comincio a spingermelo nella fica aperta!

Sento le incitazioni degli spettatori, il movimento ritmico dentro di me, la lingua lecca le labbra schiuse, l'acqua scorre sul mio corpo con i brividi ovunque. La mano spinge sempre di più il tubetto, ancora, si, ancora di più, dentro e fuori, fino a che esplodo in un orgasmo violento! Ora c’è silenzio, la platea tace! Sfilo il tubetto, lo osservo impregnato del mio piacere, lo lecco davanti a tutti, assaporando il gusto della mia voglia irrefrenabile! Esco dalla doccia, è tardi, devo correre in ufficio.

Mi vesto in fretta, scappo fuori e scendo in garage, uso la moto e via per il traffico cittadino. Guidare le due ruote mi rilassa, poiché sento il vento caldo sulle braccia nude e ripenso a ciò che è stato! Sì, ecco che cos’era quella strana sensazione della mattina! Penso e mi accorgo di strofinarmi contro il sellino della moto, sei proprio una porcella, mi sorrido maliziosa, contenta di ciò che sono! Arrivo al garage dell’ufficio. E’ talmente tardi che non c’è posto nemmeno per una moto! Salgo fino all’ultimo piano, non ho mai parcheggiato la moto fin quassù!

Adopero l’ascensore per scendere e sono sola, intanto mi osservo nel grande specchio di fronte, non c’è che dire, ho un gran seno, ancora duro e gonfio per la splendida doccia, che spinge contro la maglietta aderente e sembra quasi voglia uscire! Se allontano la camicia, s’intravedono nitidi i capezzoli. Mi pizzico, osservo le mie labbra carnose, osservo la lingua rosea leccarle dolcemente, il mio sguardo è inequivocabile, la voglia è ancora lì, più intensa di prima!

Sono così concentrata a osservarmi, che non mi accorgo che l’ascensore si è fermato al piano sotto ed è entrato un operaio, uno di quei bei signori muscolosi, che ho intravisto prima rifare la facciata del garage! Mi osserva dapprima disorientato, poi divertito, vede la mano stringere i capezzoli, mi sente respirare affannosamente, ammira la bocca schiusa, la lingua che bagna le labbra! Ho una voglia incredibile, guardo la sua immagine riflessa nel vetro, lo sento allungare una mano, la sento correre lungo la schiena fino al seno! Lo lascio fare è alto, mi guarda dentro la maglietta, mentre afferra il mio seno, ed io, sospiro di piacere al tocco forte e rude della sua mano!

“Oddio!” - che cosa sto facendo? Non riesco a fermarlo, poiché si china e mi bacia il collo e mi morde:

“Hai voglia, troietta?” - mi dice.

“Si, sì, ho voglia!” - replico.

Scendiamo con l’ascensore fino al piano sotterraneo abbandonato, mi conduce verso uno stanzino degli attrezzi e chiude la porta! Sono sola con uno sconosciuto e ho una voglia pazzesca! Lui ha voglia quanto me, mi spinge contro il muro, mentre infila le mani sotto la maglietta e ancora sotto il reggiseno, subito sul seno nudo! Lo lascio fare, gli lascio fare qualsiasi cosa, sono in balia e in potere del suo desiderio! Mi schiaccia nell’angolo con la sua virilità, sento il suo alito caldo di caffè sul collo, la sua lingua nelle orecchie:

“Spogliati, ti voglio tutta nuda! Sei una troietta capricciosa e vogliosa! Adesso ti accontento io!” - m’intima.

Eseguo e ubbidisco! Mi spoglio, lasciandomi solo le scarpe, dopo lo vedo chinarsi davanti a me, aprirmi le gambe e infilare dolcemente la lingua tra i miei peli! Sento la sua faccia tra le mie gambe, lo sento spingere con la lingua dentro di me! Sollevo una gamba per aprirmi meglio davanti a lui, mi lecca tutta, davanti e dietro! Comincia a infilarmi le dita; prima un dito, poi un secondo, dentro e fuori, sempre più forte:

“Sì, dai così, fammi venire, sì ancora!” - gridando tutto il mio piacere.

Sfila le dita, appoggia la bocca e beve il mio liquido dolce! Si rialza e lo osservo. Il viso bagnato dei miei umori con gli occhi spalancati. Mi avvicino alla sua bocca, lecco il mio sapore e lo eccito ancora di più! Mi spinge la testa verso il suo sesso duro, lo libero dai pantaloni e l’infilo immediatamente in bocca, tutto, tutto dentro fino alla gola! Succhio e spingo forte, sento le sue mani che mi premono sulla testa, lo sento godere, lo sento trattenersi per non venire subito, giacché mi vuole scopare!

Ricordo di essere completamente nuda, sfila quel cazzo meravigliosamente duro dalla bocca, mi gira e me l’infila di prepotenza! Mi appoggio al muro, cerco di contrastare la sua irruenza, ma è come un cavallo lanciato al galoppo, le mani sui fianchi, li stringe e me lo sbatte dentro, sempre di più, sempre più forte:

“Godo, godo ancora! Vengo, vengo anch’io! Sì, anch’io, eccomi!”.

Ci riprendiamo, mi rivesto, lui si risistema e usciamo insieme! Ci dirigiamo verso l’ascensore e mentre attendiamo che arrivi, mi propone un caffè al bar di fronte.

Io accetto e gradisco molto volentieri, poiché questa mattina arriverò assai tardi in ufficio!

Come due complici

La testa era piena di considerazioni e di pensieri apparentemente contraddittori e discordi! Un’insofferenza e una smania dentro, nel profondo, quasi fino allo stomaco, che dura ormai da troppo tempo!

“Ci mancava pure questa, ma guarda un po’! Dimmi te, la vita delle volte, quanto può essere strana!” - pensò Gioia tra sé, intanto che parcheggiava la macchina di fronte alla siepe del viale.

“Che periodo strano, però! Che confusione dentro che mi porto, forse sarebbe stato meglio lasciar perdere pure oggi! Va a finire, che mi scompiglio ancora di più! Che cosa ci faccio adesso qui!” - borbottava verso sé stessa.

Gioia s’incamminò verso la scalinata bianca del museo con passo incerto, riflettendo e scavando dentro, com’era usuale fare da sempre, eppure ultimamente con più frequenza e meno serenità, da quando Franco era entrato nella sua vita, o meglio, da quando aveva iniziato a desiderare che Franco entrasse nella sua vita! Indossava un paio di pantaloni neri molto aderenti in vita e una camicetta leggera con la chiusura lampo! La giornata era calda, quasi afosa per la stagione e i suoi abiti mettevano ancora più in risalto il suo corpo, le sue forme, la sua sensualità così aggressiva e così tenera al tempo stesso!

Salì piano sulla scalinata, si guardò un po’ intorno, però non vide Michele, il suo collega, con il quale si erano fissati un appuntamento proprio per quella mattina! Che tipo strano questo Michele, pensò Gioia! Non sapeva bene neanche lei che cosa ne pensasse! Una persona come tante, nell’ufficio, forse più garbato e disponibile delle altre, meno carogna e furfante di tante altre ancora, però non si può dire, che fosse uno di quelli che la colpivano e la impressionavano sin dal primo istante! Così distinti e diversi, per molte cose, così chiari e formali per i loro rapporti in ufficio, almeno fino a qualche tempo prima, quando lui aveva iniziato a scriverle emozioni, pensieri e sensazioni molto dirette!

In lei nondimeno, da qualche parte, c’era qualcosa che l’aveva incitata e stimolata ad accettare quell’invito, anche se lei, non sapeva neppure dire per quali circostanze: curiosità, quasi certamente, fiducia e tranquillità in fondo, perché no? Forse, se si leggeva dentro con più attenzione, anche qualcos’altro, malgrado ciò, non sapeva decifrare che cosa! Certo è, che non era il periodo migliore per riconoscere nuove emozioni. Michele arrivò, lo vide parcheggiare con la moto alla base della scalinata e scese per salutarlo. Un poco d’imbarazzo nel saluto, forse, però non come aveva immaginato! In fondo, diventò subito e si aprì tra loro, una sincera comunicazione, libera, serena, senza falsità e priva d’insolite barriere!

Entrarono nel museo insieme e cominciarono a passeggiare per le sale piene di quadri, di dipinti, di statue, ogni sorta d’immagini del passato e del presente, alcune molto belle, altre indiscutibilmente orripilanti! Conversava con piacere, distesa, lasciava scorrere i pensieri come venivano, in quella forma di schermaglia iniziale, che si ha con le persone con cui non ci si conosce un gran che! Si racconta un po’ di sé, della propria vita, così a pezzi, come viene, senza un filo conduttore e logico, dal momento che si assemblano e si uniscono tante immagini come vengono, si propongono, insomma si declama e si recita a soggetto!

Lui aveva un abito grigio scuro, come al solito in ufficio vestiva elegante, però essenziale! Non era un brutto ragazzo, poiché era colto, intelligente e stimolante, con tutto ciò, lei non si era mai sentita attratta da lui, almeno non come con Franco! Mentre passeggiavano per le sale semi deserte lui le poggiò una mano sul fianco, fermi davanti a un dipinto di un meraviglioso tramonto sul Golfo di Napoli!

All’inizio lei reagì con un po’ di fastidio, quasi volesse togliergli la mano dal suo corpo, infine poi, rimanendo ferma, si accorse che il contatto di quelle dita sui suoi fianchi era caldo e piacevole, dato che le diffondeva e le trasmetteva, una sottile emozione lungo la schiena! Così non si ribellò e lasciò che lui poggiasse la mano sui suoi fianchi, avvolgendola da dietro con il suo braccio! Camminarono ancora così, mentre Michele iniziò impercettibilmente ad accarezzarle con le dita il fianco sulla pelle nuda, infiltrandosi sotto i lembi della camicetta leggera! Il brivido le salì ancora più intenso lungo la schiena, sentire quelle dita muoversi lungo il suo fianco le piaceva, la eccitava l’idea di quel posto con persone che ogni tanto passavano tra loro!

Gioia fece un lungo respiro, si rilassò ancora di più e si abbandonò alla conversazione così piacevole tra una stanza all’altra, assaporandosi le sottili emozioni che le scorrevano lungo il corpo al contatto delle dita di Michele! Poi, come d’improvviso, senza rendersene conto, si ritrovò in una stanza più buia, piena di strane opere moderne fatte di luci e colori della penombra, neanche belle da guardare, giacché in particolare era in piedi davanti a una di queste, la stanza momentaneamente vuota. Stava parlando e non si rese conto che Michele era dietro a lei, che l’abbracciava da dietro prima leggermente poi sempre più intensamente!

Sentì dietro di lei l’eccitazione di Michele che stava salendo, che iniziava a pulsare nei suoi pantaloni spingendo da dietro, come un animale ansante pronto per la corsa! Irritata e stupita stava per reagire, quando senti le sue mani infiltrarsi sotto la sua camicetta, sulla pancia, poi più su, fino ai seni, infilarsi sotto il reggiseno leggero, iniziare a giocare roteando con i suoi capezzoli, mentre Michele con le labbra, iniziava a sfiorarle il collo e con la lingua stimolava i lobi delle sue orecchie!

Gioia non fece in tempo a reagire perché si rese conto che stava eccitandosi, se ne accorse dai capezzoli che erano diventati durissimi sotto i giochi delle dita di Michele e dal movimento che naturalmente aveva iniziato a compiere per premere con il suo corpo contro l’eccitazione di Michele, il piacere che le offriva, sentire il suo membro duro contro di lei, la voglia di averlo!

Fu tutto questione di attimi: la mano destra di Michele iniziò a scivolare sulla pancia e s’infilò sotto i pantaloni di Gioia, dentro le mutandine, poiché si accorse solo a quel punto che aveva iniziato a bagnarsi di piacere, che ritraeva la pancia per lasciare posto alla mano di Michele, perché andasse sempre più giù, sempre più dentro, a toccarla nel luogo in cui voleva godere! Sentiva i suoi baci sul collo, sempre più vibranti, il seno ormai quasi scoperto sotto le dita della mano di Michele, l’altra mano infilata dentro i pantaloni che giocava con il suo clitoride bagnato e indurito dalle sue emozioni!

Distese anche lei una mano dietro, abbasso la chiusura lampo dei pantaloni di Michele, per liberare tutta quell’energia che sentiva dietro di sé; senza neanche girarsi, infilò la mano dentro quell’incavo aperto e scostando i boxer, agguantò finalmente tra le dita quel cazzo duro che sentiva fremere e pulsare! Iniziò a muovere piano le dita, a conoscere quello sconosciuto essere, sentendone le venature, le pulsazioni e i movimenti! Quando Michele riuscì a infilarle due dita tra le gambe esplose, con un orgasmo pieno e travolgente inondandogli così le dita! Poi con la mano afferrò quella di Michele inumidita di secrezioni e se la portò alla bocca! Voleva perciò gustare il suo piacere e iniziò così a succhiargli le dita una alla volta, mentre con l’altra mano continuava a giocare nei suoi pantaloni!

Sentirono dei passi avvicinarsi, s’irrigidirono e si ricomposero alla meglio! Entrarono due stranieri, passarono due minuti incessanti: i loro cuori battevano come impazziti, i loro corpi fremevano sotto una spinta d’eccitazione fuori dal normale! Non se ne vanno questi dannati, pensò Gioia, maledetti pensò Michele! Non si potevano scostare l’uno dall’altra, perché il cazzo di Michele era ormai inconfondibilmente fuori dal pantalone!

Gioia ebbe un lampo di genio: vide una porticina sul lato approfittando della penombra, acciuffò Michele per il membro e lo trascinò in un colpo al di là della porticina! Era un ripostiglio per le scope, piccolo, però sufficiente per loro, giacché gli stranieri neanche se ne accorsero. Una volta dentro, lei non si trattenne più e come in preda a un delirio, s’inchinò ai suoi piedi e volle prenderlo tra le sue labbra! Lo infilò piano, tutto dentro, sentendolo pulsare fino alla sua gola, lo leccò ingordamente, mentre lui con le mani le spingeva forte la testa contro il suo cazzo, quasi a soffocarla!

Lo gustò un po’ così, mentre non riuscì a evitare di portarsi una mano tra le gambe, per accarezzarsi da sola mentre lo succhiava! Poi si alzò, si girò e volle prenderlo da dietro, intanto che stava ferma appoggiata al muro. Lo sentì entrare dentro di lei, prima piano, poi forte, quasi volesse sfondarla! Spingeva da dietro come un mulo, colpi forti, inizialmente piano, poi ancora poderosi, mentre con le dita stimolava il suo clitoride irrigidito, finché Gioia non ebbe un altro orgasmo, che dal piacere, le colò lungo l’interno delle cosce!

Quando poi sentì che lui stava per venire, si girò ancora e volle prenderlo in bocca, per essere inondata dal suo succo caldo che le veniva giù lungo le guance e le labbra! Rimase ancora un poco così, leccando e succhiando questo nettare prezioso, poi si alzò e lo baciò a lungo, sentendo il suo corpo contro di lei, i due cuori impazziti che lentamente rallentavano la loro corsa e si rasserenavano!

Si guardarono così, semi svestiti, uno di fronte all’altro nello stanzino, infine scoppiarono a ridere, tra il divertimento, la follia e lo stupore! Non si erano neanche resi conto, di quello che era successo, giacché tanto ingordamente l’avevano consumato!

Si rivestirono e uscirono dallo stanzino con avvedutezza e con discrezione, riprendendo la loro passeggiata lungo le sale, abbracciati, complici e partecipi, come due amici di vecchia data!

venerdì 20 settembre 2013

Vanitosa e piena di sé

Ciao tesoro! Ci siamo lasciati in modo brusco ieri sera, adesso vorrei spiegarti le cause e le motivazioni del mio comportamento, o almeno spero di poterci riuscire! Quando troverai questa lettera nella tua posta elettronica, ti prego di leggerla e di stamparla con calma durante la pausa pranzo, poiché voglio, che tu ti sforzi di capire a fondo fra le righe, fra la mia anima!

"Mi costa molta fatica aprirmi a te in questo modo, più che aprirti le porte della mia intimità! Ieri sera, la prima volta che abbiamo fatto l’amore, sono stata molto imbarazzata e timorosa da come hai potuto appurare, ciononostante non si tratta di vergogna del mio corpo! E’ disagio e vergogna dell’animo, di come sono veramente, del mio vero io, quello che tu hai conosciuto in parte!

Ti sei affacciato su di me per una frazione di secondo e come una pubblicità, non hai assorbito subito il suo significato, forse lo hai accantonato, magari di proposito? Può anche darsi! Sei un uomo affascinante e sensuale, credimi, non c’è nulla che non vada in te, anche nelle tue carezze e nel tuo modo di fare l’amore, non c’è nulla di sbagliato! Il vero errore sono io!

Ti è sembrata molto strana la richiesta di fare l’amore in piedi davanti allo specchio? Immagino di sì, almeno per essere la prima volta, ti sarà sembrata un pochino bizzarra e stravagante! Ho voluto che mi prendessi da dietro, mentre io con le mani appoggiate lateralmente allo specchio, fissavo i miei occhi e leccavo la mia lingua attraverso la liscia superficie!

Hai goduto schizzandomi la schiena con il tuo seme caldo, qualche goccia è finita contro il vetro e non ha avuto il tempo di colare fino a terra, che già la mia lingua golosa assaggiava, dato che volevo sentire il tuo sapore! Non ho goduto e non ho voluto fingere, mi sembra ingannevole, menzognero e sciocco, poi non sono una brava attrice! Il mio viso è trasparente come un vetro, dove puoi distinguere le emozioni, come attraverso un video di una TV! Sei andato a farti una doccia, forse per mascherare l’imbarazzo e l’impaccio sceso fra di noi, il peso di quella domanda sospesa a mezz’aria! C’è qualcosa che non va? Hai sentito allora i miei gemiti, mentre mi davo piacere con le mie stesse mani, l’ho capito dal tuo sguardo ferito, intanto che ti aggiravi per la camera con l’asciugamano avvolto in vita! Oggi ho goduto, però non come pensi tu, continua a leggere ti prego!

Ho frugato nell’armadio e ho indossato una minigonna elasticizzata di colore blu elettrico, un ridottissimo perizoma nero, i sandali con i tacchi e la camicia bianca trasparente. Mi sono pettinata con cura i lunghi capelli castani chiari. Ho passeggiato per la casa vestita in modo così provocante e sostavo davanti a tutti gli specchi della casa per ammirarmi, persino nelle vetrine del mobile del salotto! Ammiravo i grossi capezzoli ovali contro la stoffa leggera, le gambe armoniose e i piedi infilati in quei sandali! Mi sono piegata facendo finta di raccogliere una borsetta immaginaria davanti a me e ho controllato fra le mie gambe divaricate, quanto era salita la minigonna, quel tanto da scoprire il perizoma incastrato fra le mie grandi labbra e il sedere! A quel punto, ho preso una poltrona e l’ho accostata davanti al grande specchio dell’ingresso, mi sono seduta e mi sono accesa una sigaretta!

Attraverso le nuvole di fumo guardavo fra le mie gambe semi divaricate, scoprendo un frutto rosa diviso perfettamente in due da una bella striscia nera! Il pelo chiaro e rado è molto piacevole e non nasconde nulla all’occhio curioso! Sospirando ho spento la sigaretta e mi sono tolta il perizoma, accarezzandomi le pieghe umide ed esplorando le cavità! Che bella cosa che ho fra le gambe e che buon profumo che ha, vorrei tanto baciarla! Ho aperto la camicetta e sono sgusciati due splendidi meloni, che ho strizzato con entrambe le mani fino a farmi male; è bella la sensazione che si ha, stringendo quella carne calda e morbida, come se non mi appartenesse! Mi sono pizzicata i capezzoli fra l’indice e il pollice, fino a farli diventare di marmo!

Adoro leccare lo specchio, baciare l’altra “io” e sentire il suo (mio) sapore della mia voglia! L’alito caldo bagna la fredda superficie levigata e ci fissiamo attraverso il vapore, dove mettiamo a fuoco il nostro vero io! Tu non ci crederai, eppure a un certo punto l’altra prende vita, non imita più i miei gesti riflessi! Ho infilato velocemente l’indice, il medio e l’anulare di traverso nella umida fessura, con la gamba appoggiata al bracciolo e facendo passare il gomito al di sotto del ginocchio; poi con il pollice, ho stuzzicato il clitoride e la punta del mignolo è entrata nel buchino stretto del sedere! Ho cambiato sia inclinazione sia velocità e “lei” a un certo punto sbagliava il movimento: un attimo in ritardo o leggermente in anticipo! Arriva il momento in cui lei ha il bel volto stravolto dalla lussuria e non ragiona più lucidamente, so come farla impazzire!

Ti confesso, che mi piace giocare con gli oggetti e mi applico con fantasia! Oggi siccome avevo appena steso il bucato, avevo sottomano le mollette e ne ho applicate due alle grande labbra che hanno rapidamente cambiato colore, passando dal rosa al rosso acceso! Le parti di morbida carne strette nella morsa apparivano deformate e ridicole. Lei godeva nel mostrarsi così a me, io ho rincarato la dose, applicando altre due mollette e tirando al massimo i lembi di carne fino ad aprirla oscenamente! Il contrasto del giallo limone della plastica con il rosso, mi ha fatto andare fuori giri e le ho parlato, senza smettere di masturbarla con la mano!

“Sei così bella e così troia, ti amo!”.

E poi è stata la beatitudine e il paradiso delle sensazioni, degli odori e dei gemiti, quel frammento di tempo in cui ciascuna incontra l’altra, intenso sì, però troppo breve! Come tutte le altre volte quando riapro gli occhi, lei è ritornata al suo posto, nel suo mondo riflesso e spesso mi chiedo, se non sia io l’appannato, melmoso e torbido riflesso della sua vita!

Spero che tu capisca o almeno ti sforzi di capire, giacché non riesco a fare l’amore se non con lei! Non intendo però né discolparmi né giustificarmi, tu sei libero di credermi, oppure di pensare semplicemente, che io mi sia inventata tutto quanto!".

Baci, tua Nadia.

giovedì 19 settembre 2013

CONCORSO RACCONTI EROTICI 2013

Volevo segnalare che si sta svolgendo proprio in questi giorni un concorso di racconti erotici su un blog di una mia amica


Qui le regole per partecipare:

ISTRUZIONI CONCORSO 2013


E qui potete votare tutti i racconti che partecipano !!

LEGGI I RACCONTI IN GARA



Ci sono dei premi in palio .. che vinca il migliore !! :)

Racconto Erotico reale: MARITO CORNUTO E FELICE

Altri racconti erotici di tradimento su http://www.iraccontierotici.it

Io sono Lola, ho 42 anni e sono sposata da cinque con un uomo stupendo.
Il nostro matrimonio è sempre andato splendidamente, soprattutto dal punto di vista dell'intesa sessuale...
A letto sono un tipo molto focoso, mi piace variare e sperimentare cose nuove e mio marito mi soddisfa appieno.
Fino a poco tempo fa c'erano però alcune cose che avrebbe voluto provare ma non ha mai avuto il coraggio di dirmi, forse temeva un mio rifiuto o forse non sapeva bene nemmeno lui cosa desiderava esattamente.
A volte per motivi lavorativi ci capita di stare lontani per una o due settimane. Il mese scorso era una di quelle volte. Una sera eravamo al telefono, io ero nella mia stanza d'albergo e lui era a casa, avevamo entrambi voglia così abbiamo iniziato ad eccitarci per telefono. Lui aveva già il pisello in mano e si stava masturbando, io intanto gli sussurravo come mi sarebbe piaciuto leccarglielo in quel momento.
Quel giorno avevo indossato una gonna corta e un paio di uomini nell'albergo poco prima mi avevano guardata con occhi vogliosi...Lo dissi a mio marito e per scherzare gli dissi anche che potevo andare a letto con loro se ne avevo voglia. Lui mi chiese se l'avrei fatto veramente e risposi che ovviamente scherzavo. Lui però mi confessò che l'idea di sapermi con qualcun'altro lo intrigava. Così sempre al telefono mi inventai un'ipotetica situazione in cui io mi facevo abbordare da un altro uomo e poi portare in camera sua per farmi scopare.
Era divertente inventare una cosa del genere e mentre raccontavo e aggiungevo particolari mi eccitai molto e cominciai a mastrurbarmi anch'io. Sentii l'eccitazione di mio marito crescere mentre mi inventavo la situazione con un altro finchè non venne con rumorosi gemiti. Mi disse che lo avevo eccitato da morire e che se mai ci fosse stato qualcuno con cui avrei voluto fare sesso lui non sarebbe stato geloso anzi...A patto che andassi solo una volta con un certo uomo e non lo rivedessi mai più.
Dopo che fummo salutati ero ancora eccitata e continuai a masturbarmi pensando a mio marito che mi osservava scopare con un altro.
Pensai a quello che aveva detto...a patto che non lo rivedessi più...e pensai anche che mi trovavo in una situazione perfetta in quel momento, ero in un altra città e sarei partita dopo pochi giorni...
La situazione eccitava molto anche me, non tanto per il sesso con un altro, per quello mi bastava mio marito, ma per la situazione ambigua e trasgressiva...
Più ci pensavo e più mi eccitavo e più mi eccitavo più mi masturbavo; ero a gambe larghe sul letto con due dita dentro la figa e l'altra mano che tormentava i capezzoli.
Ad un tratto mi decisi, smisi di masturbarmi, mi vestii più sexy che potevo e scesi giù al bar dell'albergo. Dei due uomini che mi avevano notata ne era rimasto solo uno, 'meglio così' pensai 'mi risparmio la fatica di dover scegliere'.
L'uomo mi vide immediatamente e quando vide che anch'io lo stavo guardando mi sorrise e io sorrisi a mia volta.
Mi sedetti vicino a lui e iniziammo a chiacchierare. Non fu certo difficile sedurlo, dopotutto ho un fisico niente male...Insomma nel giro di mezz'ora stavamo entrando in camera mia.
Io ero già eccitata da prima e gli saltai addosso, lui contento della mia irruenza iniziò subito a spogliarmi. Stando appiccicata a lui sentivo il suo pisello durissimo premere sui vestiti, feci scendere la mano e lo tastai per bene, poi gli tolsi i vestiti.
Ci gettammo sul letto, lui per prima cosa volle assaggiare la mia fighetta, iniziò prima lentamente con la lingua poi accellerò i movimenti e aggiunse le dita, dopo me la mangiò tutta gustandosela. Ci sapeva fare abbastanza e in pochissimo tempo ero di nuovo bagnatissima come prima, il clitoride era gonfio e la fessura vogliosa di essere riempita, ma non volevo ancora farmelo infilare anche perchè avevo altro in mente...
Finito di assaporare la figa si spostò sulle tette, le leccò in ogni punto, succhiò i miei capezzoli duri e con le mani le sballottava e le tirava.
Mentre si dava da fare con le mie tette sentii la sua cappella appoggiarsi sulla mia figa così lo spostai e gli dissi di aspettare, poi lo feci spostare più in alto fino ad avere il suo cazzo all'altezza del mio viso e rapida lo feci scivolare in bocca. Non era molto lungo quindi riuscivo ad ingoiarlo tutto fino alla base, ma era abbastanza grosso e duro e succhiarlo era un piacere. Mentre ingoiavo il cazzo di quell' uomo appena conosciuto mi venne in mente che non sapevo nemmeno il suo nome e questo mi eccitò ancora di più e succhiai con più impeto tra le sue grida di piacere.
Spostai la mia attenzione su quelle belle palle gonfie che mi sbattevano sul mento e le lavorai per bene come avevo fatto col cazzo.
Era arrivato il momento e mi feci penetrare. Un cazzo sconosciuto che mi penetrava...fu una sensazione sublime, desideravo farmi scopare a lungo.
Anche l'uomo che avevo sopra doveva gradire la situazione a giudicare da come mi fotteva. Allargai le gambe per fargliele prendere in mano e lo incitai a spingermi il cazzo dentro ancora più forte. Godevo tantissimo, ad ogni spinta pensavo di stare per venire. Cambiammo posizione e mi misi io sopra e mi godetti una bella galoppata su di lui. Mi spingevo sul suo cazzo su e giù, poi me lo tenevo dentro e agitavo i fianchi, poi riprendevo a scoparlo.
A quel punto decisi che era giunto il momento, presi il cellulare che era sul comodino e chiamai mio marito. L'uomo tra ansimi e gemiti mi chiese cosa stessi facendo, gli risposi di non preoccuparsi e di continuare a godersi la scopata, ovviamente non se lo fece ripetere e afferrandomi le tette sincronizzò il movimento del suo bacino col mio.
Mio marito rispose ma io non dissi nulla, i miei ansimi potevano bastare...
Mi chiese cosa stessi facendo, forse avrà pensato che mi stavo masturbando, gli risposi che stavo scopando con uno. Stette un attimo in silenzio poi mi chiese se fosse vero, come risposta presi a muovermi e a gemere più forte. Mi domandò nuovamente se fosse vero quello che gli avevo appena detto, era ancora incredulo ma già sentivo il suo respiro che si era fatto affannoso, probabilmente si stava toccando.
Gli dissi che ero sopra un uomo che avevo appena incontrato e che mi stavo godendo il suo cazzo mentre lui si divertiva con i miei capezzoli.
Ci furono altri momenti di silenzio da parte di mio marito, pensai che a quel punto doveva aver sentito anche i gemiti dell'uomo...poi ad un tratto mi disse di continuare e farmi scopare ancora.
Sempre col telefono in mano continuai a scopare con quell'uomo, volevo far sentire a mio marito tutto quello che facevo con lui e il pensiero che lui si eccitasse con questa situazione mi faceva godere ancora di più.
Mi spostai fino al viso dell' uomo mettendogli la figa in faccia e lui iniziò subito a leccare con piacere. Dissi a mio marito esattamente quello che avevo fatto e che stavo godendo con la lingua di quel tizio. Gemetti più forte, la mia figa aveva bagnato tutto il viso dell' uomo, con le mani mi teneva aperta la figa e con la lingua mi dava delle spinte all'interno. Raccontavo a mio marito tutto quanto nei particolari, come mi leccava, come godevo e presto sentii che aveva iniziato a masturbarsi, i suoi ansimi erano sempre più forti.
Gli dissi che l'uomo ora mi aveva messa a pecora e teneva le sue mani sui miei fianchi, quando il suo cazzo entrò gridai forte, godevo sempre di più. Incitavo l'uomo a scoparmi più forte e più godevo io più godeva mio marito che ascoltava tutto.
Mio marito mi disse di succhiare il cazzo di quell'uomo, così mi voltai e lo presi in bocca tenendo il telefono ben vicino per fargli sentire bene il suono delle mie labbra che gustavano quel membro duro. Questo lo fece eccitare tantissimo, al telefono mi incitava di succhiarlo di più, più forte e io mi davo da fare, sentiva tutti i rumori della mia bocca che succhiava, leccava e ingoiava.
Poco dopo mio marito sentì l'uomo che diceva che stava per venire, così mi chiese di smettere di succhiarglielo e di farmi scopare ancora.
Mi sdraiai e l'uomo fece lo stesso sopra di me riprendendo a fottermi. Stavo quasi per venire anch'io, lo dissi a mio marito e gli dissi anche che godevo da morire, lui rispose che si stava menando il cazzo fortissimo e che ormai era arrivato al limite anche lui.
Tuttavia scopammo un'altra mezz'ora buona mentre continuavo a rendere partecipe mio marito dicendogli quanto stavo godendo e quanto era bello farmi scopare da uno sconosciuto che si stava divertendo a sbattermi.
L'uomo sopra di me non riusciva più a trattenersi e gridò che stava ormai per sborrare, in quel momento venni gridando e godendo come poche volte ho goduto, sentii che pure i gemiti di mio marito avevano raggiunto l'apice, mi chiese di farmi sborrare addosso e lo dissi all'uomo che estrasse il cazzo gonfissimo e mi riversò sul corpo tre getti di sborra caldissima. Mentre lo dicevo a mio marito sentii che anche lui stava venendo...
Ricoperta di sperma di un altro uomo e ancora pervasa dai fremiti dell'orgasmo riattaccai senza salutare mio marito.
Non ci sentimmo più fino al mio ritorno e appena rientrai a casa lo trovai eccitatissimo che mi aspettava. Scopammo subito.
L'aver scoperto un altro aspetto del sesso che piace ad entrambi è bellissimo. Ovviamente l'esperienza si ripeterà...

Una mirabile visione

Ho calcolato il tuo membro, padrona delle tue fantasie! Ho atteso il delicato sapore amaro e spiacevole dell’orgasmo sul mio palato, ti ho guardato, non eri tu, era la maschera di un animale sotto sforzo, un’intrigante cumulo di nervi, di muscoli e di sudore in questo caldo infernale! La tua densità mi ha invaso la gola, ciononostante non hai placato la mia sete, anzi, vederti così forte e indifeso, sentire il tuo ultimo affanno, mi ha soffocato! Sei stupenda, sei fantastica, mi hai detto, ed io muta ad ascoltarti, ormai senza coscienza, senza l’avarizia e la meschinità del giocare, senza un minimo di pudore!

Ti ho ordinato di chinarti e tu lo hai fatto, poi hai iniziato a leccarmi le dita dei piedi. Hai slacciato le minuscole corde che mi stringevano le caviglie, hai fatto scivolare le mie scarpe lungo il collo del piede. Il caldo umido della tua lingua, i tuoi baci, ma non ti ho chiesto niente. Sei il primo! Ho dovuto sempre implorare questo gioco, ma tu, tu no! Sei stato come una doccia bollente, una lumaca, un essere paurosamente lento. La mia pelle ti ha ricevuto senza contestare, prima un piede poi l’altro, io distesa e spalancata!

Voglio che tu raggiunga la notte, mi hai ordinato, ed io non ho potuto fare altro che ubbidire, scostare le mani dal mio sesso grondante e lasciarle dove tu volevi, sopra la mia testa, a sognare un buio assoluto, a lasciarmi svuotare da ogni pensiero, dolcemente rapita dalle tue guance contro i miei polpacci. Mi hai bendata con una fascia di seta umida e fresca. Hai paura? No, ti ho detto spavalda, non mi fa paura nulla. Hai riso! Non ricordo dove avevi le mani, però il morbido tepore delle cosce ti avvertivano! Lo sdraio era al fresco, oasi d’ombra in quell’attico, eppure intorno a me i tetti e le costruzioni sembravano molli, ondeggianti a seguire il ritmo del mio respiro!

Non mi sono neanche accorta di un ragazzo che ci spiava dal condominio di fronte! O forse mi hai detto qualcosa, ma ti giuro che non m’importava assolutamente niente. Aspettami! Ho chiuso gli occhi, non volevo che la tua assenza rompesse il fiato alla magia, ho portato una mano ad accarezzarmi lentamente il seno però, spinta da una frenesia improvvisa, sono scesa lungo il ventre fino a sfiorare le grandi labbra, mi sono morsa un labbro, no, non devi! Poi ti ho sentito arrivare e ho riportato la mia mano umida nella posizione in cui stava quando te ne sei andato! Mi hai succhiato le dita, te ne sei accorto. Devi stare ferma. Scusa. Il ghiaccio sul collo mi ha stavolta, brividi violenti hanno percorso ogni mio nervo. Ridevi.

Di nuovo la tua lingua tra i miei piedi, poi il freddo del ghiaccio a risalire lentamente una gamba, sotto il ginocchio, all’interno della coscia, poi il silenzio! Il ghiaccio sui capezzoli, lento a scendere sul cuore, poi di nuovo sul seno, la tua lingua sul clitoride a picchiettare e poi a scendere, a bere il mio succo! Ho inarcato il bacino per riceverti, però ti sei staccato, giacché ansimavo, con i capezzoli duri e il sesso gonfio! Scopami, ho sussurrato, scopami tutta! Hai riso, bastardo, mi hai lasciato nel più totale silenzio e te ne sei andato! Maledetto, ho urlato! Per farti rabbia, ho iniziato a masturbarmi rabbiosamente, urlando di piacere tutta la mia collera, mi hai afferrato le mani e le hai legate allo sdraio!

Sembravo una cagna, dal ritmo del respiro, me lo hai detto, cagna in calore! Che cosa vuoi da me, ho urlato e ho iniziato a piangere, sconvolta e spaventata dall’assurda e incoerente voglia di fare l’amore con te! Hai girato lo sdraio con un movimento secco e mi hai sbendato. Ecco, sei contenta? Davanti a me, un bellissimo ragazzo nero completamente nudo! L’ho guardato con voglia, d’istinto ho chiuso le gambe, le ho accavallate con malizia mentre lui si stava già masturbando! Mi sorrideva, un viso simpatico, con quei denti bianchissimi che si aprivano in un sorriso splendido! Il suo corpo era statuario, ma senza lo schifo dei muscoli gonfiati. Slegami, ho urlato!

Lui continuava a sorridere e tu eri seduto a fumarti una sigaretta, a gambe incrociate, come uno che si guarda una partita in televisione. Mi hai fatto schifo, poiché il ragazzo se n’è accorto perché al sorriso ha sostituito una smorfia d’intesa, e si è avvicinato! Mi ha bendato di nuovo, accarezzandomi la testa, mentre sentivo l’odore aspro e penetrante del suo sesso a pochi centimetri dal viso! Ho avvicinato la mia bocca, e l’ho percorso più volte da cima a fondo, mentre lui finalmente mi lasciava le mani libere! Mi sono sbendata, ho lasciato quel cazzo enorme e sono venuta da te, in piedi, di nuovo sulle mie scarpe ben allacciate. Leccami, ho ordinato! Il ragazzo si godeva la scena masturbandosi sullo sdraio! Hai iniziato con le scarpe, poi sei passato nella fessura sottile tra la pelle e la suola. Sei un bel ragazzo, ti ho detto, stai bene in questa posizione!

La tua lingua scorreva sulla mia pelle, ormai già alle cosce, ho fatto segno con il dito al nero di avvicinarsi e gliel’ho preso in mano! Ti ho chiesto, ti piacerebbe leccarlo? La tua lingua ha iniziato a percorrere anche i piedi del maschio. Non mi hai neanche risposto, io e lui ci scambiavamo baci infuocati e tu lì, a gattoni, abbronzato e bagnato di sudore! Mettiglielo dentro, ho sussurrato in bocca al ragazzo, spaccagli il culo, se lo merita, è un bastardo! Mentre ancora ci stavi leccando tra le gambe, mi sono bagnata due dita e te le ho passate dentro, fino in fondo cercando di farti male! Conoscevo però le tue abitudini, sono stata anche prepotente, mi sono messa dietro di te ad ammirare la scena di un maschio, che succhia il cazzo all’altro e ho spinto dentro le mie dita affusolate, con forza!

Prendilo, ho gridato, e il ragazzo ha messo le sue mani enormi sui tuoi fianchi stretti, l’ha puntato contro il tuo pertugio, si è aiutato con la saliva e finalmente ti ho visto provare dolore! Seduta sullo sdraio, comandavo il gioco. Più forte, mettiglielo dentro tutto, ancora più forte! Ti ho sentito urlare, però ho capito ben presto che era piacere, e anche l’altro ci stava provando gusto, lo leggevo nelle contrazioni del viso che era vicino all’orgasmo, a bagnarti come una sgualdrina! No, lo volevo io!

Basta adesso, ho detto spingendo via il ragazzo, ho preso la tua testa per i capelli e l’ho portata tra le cosce. Con le mani stimolavo i capezzoli, mentre la tua lingua si divertiva ad avvicinarmi all’orgasmo per poi staccarsi. Adesso mi diverto io, hai detto, e ti sei messo in piedi! Il ragazzo ancora ansimante, cercava di cacciare indietro l’orgasmo e guardava da un’altra parte. Non voleva vedere una donna a gambe aperte, con le tue mani che la percorrevano dappertutto!

Mi hai sbattuto sullo sdraio, sei stato violento, forte! I miei orgasmi credo li abbiano sentiti anche i vicini da quanto ho urlato, mi hai agguantato come nessuno, posseduta in ogni posizione ed io, in ogni posizione ho punteggiato i tuoi colpi con le mie grida di piacere! Sei contenta adesso? Ho annuito, stremata. Non ce la fai più? No! Spaccale il culo. Ho inspirato forte e un’onda di lussuria mi ha pervasa, facendomi schizzare l’adrenalina a mille. E’ stato come farsi possedere da un gigante! Un dolore enorme che presto ha lasciato il posto a un piacere altrettanto grande! Vienimi in bocca, urlavo, intanto che:

“Caterina oh! Dai, Caterina!”.

“Eh, che cosa c’è?”.

“Svegliati piccola, che cosa stai facendo?”.

Le lenzuola ridotte a un ammasso confuso e irregolare, io nuda e sudata, con un tuffo al cuore! Claudia è sopra di me, i suoi capelli lunghi e il suo profumo, diffondono e lanciano grida ai miei sensi!

“Ehm, stavo sognando!”. Mi guarda le dita piene di secrezioni.

“Però! Bel sogno, vedo!”.

Si sdraia di fianco a me, intanto mi accarezza la testa! Io nel frattempo guardo il soffitto, poi non so, se sto sognando ancora o che cosa, però la sua bocca è già tra le mie gambe!