giovedì 26 settembre 2013

L'ora dell' intervallo

Finalmente è mattina, dal momento che è già un’ora che mi giro nel letto in attesa del suono della sveglia, circostanza che non ho mai aspettato così tanto! Sono impaziente, inquieta e insofferente, avrei voglia, di cosa? Non so! Mi alzo, la giornata si annuncia magnifica, il sole splende già alto, poiché mette addosso una voglia incredibile di fare e di muoversi! Un caffè veloce, giacché devo correre al lavoro, dato che ho sempre del lavoro arretrato!

Entro in bagno, mi osservo allo specchio, per il fatto che dormo sempre quasi nuda, i seni spuntano da sotto la maglietta! Più mi guardo e più sento i capezzoli indurirsi, riecco quella voglia, quell’insolita insoddisfazione! Passo una mano distratta sulle labbra, mi sorrido, sfilo la maglietta per entrare sotto la doccia, ancora uno sguardo al mio corpo nudo, mentre la mano scivola lungo il profilo fino ai seni!

Mi accarezzo la pancia, le gambe, le natiche, immaginando che la mano non sia mia! Sento crescere i brividi lungo la schiena, mi sto eccitando è tardi, non posso ora! Vado nella doccia, l’acqua fredda mi fa sobbalzare, resisto, mi dà tono e vigore. M’insapono dolcemente, però il tocco delle mie mani sulla pelle nuda, mi dà un enorme piacere! Mi soffermo sui capezzoli sempre duri, impugno entrambi i seni e li stringo!

Reclino la testa all’indietro, m’immagino di essere su un palco, la platea mi chiama eccitata, mi tocco pensando a quante persone sono davanti a me, che vorrebbero leccarmi e toccarmi! Le mie mani scendono lungo il corpo bagnato, l’eccitazione è sempre più forte, incontro i peli della mia fica vogliosa, apro le gambe, l’accarezzo forte, intanto che un dito stuzzica il clitoride, l’altro scende fino all’apertura più nascosta! L’altra mano mi accarezza l’interno delle cosce e i glutei, comincio ad ansimare e vedo decine di uomini davanti a me, con le mani tese per sfiorare la mia pelle, rubare un tocco proibito, gridare il mio nome! Apro gli occhi e vedo il tubetto del dentifricio appoggiato sul lavandino, lo afferro d’istinto, lo passo sul viso, lo lecco, lo insapono e dolcemente comincio a spingermelo nella fica aperta!

Sento le incitazioni degli spettatori, il movimento ritmico dentro di me, la lingua lecca le labbra schiuse, l'acqua scorre sul mio corpo con i brividi ovunque. La mano spinge sempre di più il tubetto, ancora, si, ancora di più, dentro e fuori, fino a che esplodo in un orgasmo violento! Ora c’è silenzio, la platea tace! Sfilo il tubetto, lo osservo impregnato del mio piacere, lo lecco davanti a tutti, assaporando il gusto della mia voglia irrefrenabile! Esco dalla doccia, è tardi, devo correre in ufficio.

Mi vesto in fretta, scappo fuori e scendo in garage, uso la moto e via per il traffico cittadino. Guidare le due ruote mi rilassa, poiché sento il vento caldo sulle braccia nude e ripenso a ciò che è stato! Sì, ecco che cos’era quella strana sensazione della mattina! Penso e mi accorgo di strofinarmi contro il sellino della moto, sei proprio una porcella, mi sorrido maliziosa, contenta di ciò che sono! Arrivo al garage dell’ufficio. E’ talmente tardi che non c’è posto nemmeno per una moto! Salgo fino all’ultimo piano, non ho mai parcheggiato la moto fin quassù!

Adopero l’ascensore per scendere e sono sola, intanto mi osservo nel grande specchio di fronte, non c’è che dire, ho un gran seno, ancora duro e gonfio per la splendida doccia, che spinge contro la maglietta aderente e sembra quasi voglia uscire! Se allontano la camicia, s’intravedono nitidi i capezzoli. Mi pizzico, osservo le mie labbra carnose, osservo la lingua rosea leccarle dolcemente, il mio sguardo è inequivocabile, la voglia è ancora lì, più intensa di prima!

Sono così concentrata a osservarmi, che non mi accorgo che l’ascensore si è fermato al piano sotto ed è entrato un operaio, uno di quei bei signori muscolosi, che ho intravisto prima rifare la facciata del garage! Mi osserva dapprima disorientato, poi divertito, vede la mano stringere i capezzoli, mi sente respirare affannosamente, ammira la bocca schiusa, la lingua che bagna le labbra! Ho una voglia incredibile, guardo la sua immagine riflessa nel vetro, lo sento allungare una mano, la sento correre lungo la schiena fino al seno! Lo lascio fare è alto, mi guarda dentro la maglietta, mentre afferra il mio seno, ed io, sospiro di piacere al tocco forte e rude della sua mano!

“Oddio!” - che cosa sto facendo? Non riesco a fermarlo, poiché si china e mi bacia il collo e mi morde:

“Hai voglia, troietta?” - mi dice.

“Si, sì, ho voglia!” - replico.

Scendiamo con l’ascensore fino al piano sotterraneo abbandonato, mi conduce verso uno stanzino degli attrezzi e chiude la porta! Sono sola con uno sconosciuto e ho una voglia pazzesca! Lui ha voglia quanto me, mi spinge contro il muro, mentre infila le mani sotto la maglietta e ancora sotto il reggiseno, subito sul seno nudo! Lo lascio fare, gli lascio fare qualsiasi cosa, sono in balia e in potere del suo desiderio! Mi schiaccia nell’angolo con la sua virilità, sento il suo alito caldo di caffè sul collo, la sua lingua nelle orecchie:

“Spogliati, ti voglio tutta nuda! Sei una troietta capricciosa e vogliosa! Adesso ti accontento io!” - m’intima.

Eseguo e ubbidisco! Mi spoglio, lasciandomi solo le scarpe, dopo lo vedo chinarsi davanti a me, aprirmi le gambe e infilare dolcemente la lingua tra i miei peli! Sento la sua faccia tra le mie gambe, lo sento spingere con la lingua dentro di me! Sollevo una gamba per aprirmi meglio davanti a lui, mi lecca tutta, davanti e dietro! Comincia a infilarmi le dita; prima un dito, poi un secondo, dentro e fuori, sempre più forte:

“Sì, dai così, fammi venire, sì ancora!” - gridando tutto il mio piacere.

Sfila le dita, appoggia la bocca e beve il mio liquido dolce! Si rialza e lo osservo. Il viso bagnato dei miei umori con gli occhi spalancati. Mi avvicino alla sua bocca, lecco il mio sapore e lo eccito ancora di più! Mi spinge la testa verso il suo sesso duro, lo libero dai pantaloni e l’infilo immediatamente in bocca, tutto, tutto dentro fino alla gola! Succhio e spingo forte, sento le sue mani che mi premono sulla testa, lo sento godere, lo sento trattenersi per non venire subito, giacché mi vuole scopare!

Ricordo di essere completamente nuda, sfila quel cazzo meravigliosamente duro dalla bocca, mi gira e me l’infila di prepotenza! Mi appoggio al muro, cerco di contrastare la sua irruenza, ma è come un cavallo lanciato al galoppo, le mani sui fianchi, li stringe e me lo sbatte dentro, sempre di più, sempre più forte:

“Godo, godo ancora! Vengo, vengo anch’io! Sì, anch’io, eccomi!”.

Ci riprendiamo, mi rivesto, lui si risistema e usciamo insieme! Ci dirigiamo verso l’ascensore e mentre attendiamo che arrivi, mi propone un caffè al bar di fronte.

Io accetto e gradisco molto volentieri, poiché questa mattina arriverò assai tardi in ufficio!

Come due complici

La testa era piena di considerazioni e di pensieri apparentemente contraddittori e discordi! Un’insofferenza e una smania dentro, nel profondo, quasi fino allo stomaco, che dura ormai da troppo tempo!

“Ci mancava pure questa, ma guarda un po’! Dimmi te, la vita delle volte, quanto può essere strana!” - pensò Gioia tra sé, intanto che parcheggiava la macchina di fronte alla siepe del viale.

“Che periodo strano, però! Che confusione dentro che mi porto, forse sarebbe stato meglio lasciar perdere pure oggi! Va a finire, che mi scompiglio ancora di più! Che cosa ci faccio adesso qui!” - borbottava verso sé stessa.

Gioia s’incamminò verso la scalinata bianca del museo con passo incerto, riflettendo e scavando dentro, com’era usuale fare da sempre, eppure ultimamente con più frequenza e meno serenità, da quando Franco era entrato nella sua vita, o meglio, da quando aveva iniziato a desiderare che Franco entrasse nella sua vita! Indossava un paio di pantaloni neri molto aderenti in vita e una camicetta leggera con la chiusura lampo! La giornata era calda, quasi afosa per la stagione e i suoi abiti mettevano ancora più in risalto il suo corpo, le sue forme, la sua sensualità così aggressiva e così tenera al tempo stesso!

Salì piano sulla scalinata, si guardò un po’ intorno, però non vide Michele, il suo collega, con il quale si erano fissati un appuntamento proprio per quella mattina! Che tipo strano questo Michele, pensò Gioia! Non sapeva bene neanche lei che cosa ne pensasse! Una persona come tante, nell’ufficio, forse più garbato e disponibile delle altre, meno carogna e furfante di tante altre ancora, però non si può dire, che fosse uno di quelli che la colpivano e la impressionavano sin dal primo istante! Così distinti e diversi, per molte cose, così chiari e formali per i loro rapporti in ufficio, almeno fino a qualche tempo prima, quando lui aveva iniziato a scriverle emozioni, pensieri e sensazioni molto dirette!

In lei nondimeno, da qualche parte, c’era qualcosa che l’aveva incitata e stimolata ad accettare quell’invito, anche se lei, non sapeva neppure dire per quali circostanze: curiosità, quasi certamente, fiducia e tranquillità in fondo, perché no? Forse, se si leggeva dentro con più attenzione, anche qualcos’altro, malgrado ciò, non sapeva decifrare che cosa! Certo è, che non era il periodo migliore per riconoscere nuove emozioni. Michele arrivò, lo vide parcheggiare con la moto alla base della scalinata e scese per salutarlo. Un poco d’imbarazzo nel saluto, forse, però non come aveva immaginato! In fondo, diventò subito e si aprì tra loro, una sincera comunicazione, libera, serena, senza falsità e priva d’insolite barriere!

Entrarono nel museo insieme e cominciarono a passeggiare per le sale piene di quadri, di dipinti, di statue, ogni sorta d’immagini del passato e del presente, alcune molto belle, altre indiscutibilmente orripilanti! Conversava con piacere, distesa, lasciava scorrere i pensieri come venivano, in quella forma di schermaglia iniziale, che si ha con le persone con cui non ci si conosce un gran che! Si racconta un po’ di sé, della propria vita, così a pezzi, come viene, senza un filo conduttore e logico, dal momento che si assemblano e si uniscono tante immagini come vengono, si propongono, insomma si declama e si recita a soggetto!

Lui aveva un abito grigio scuro, come al solito in ufficio vestiva elegante, però essenziale! Non era un brutto ragazzo, poiché era colto, intelligente e stimolante, con tutto ciò, lei non si era mai sentita attratta da lui, almeno non come con Franco! Mentre passeggiavano per le sale semi deserte lui le poggiò una mano sul fianco, fermi davanti a un dipinto di un meraviglioso tramonto sul Golfo di Napoli!

All’inizio lei reagì con un po’ di fastidio, quasi volesse togliergli la mano dal suo corpo, infine poi, rimanendo ferma, si accorse che il contatto di quelle dita sui suoi fianchi era caldo e piacevole, dato che le diffondeva e le trasmetteva, una sottile emozione lungo la schiena! Così non si ribellò e lasciò che lui poggiasse la mano sui suoi fianchi, avvolgendola da dietro con il suo braccio! Camminarono ancora così, mentre Michele iniziò impercettibilmente ad accarezzarle con le dita il fianco sulla pelle nuda, infiltrandosi sotto i lembi della camicetta leggera! Il brivido le salì ancora più intenso lungo la schiena, sentire quelle dita muoversi lungo il suo fianco le piaceva, la eccitava l’idea di quel posto con persone che ogni tanto passavano tra loro!

Gioia fece un lungo respiro, si rilassò ancora di più e si abbandonò alla conversazione così piacevole tra una stanza all’altra, assaporandosi le sottili emozioni che le scorrevano lungo il corpo al contatto delle dita di Michele! Poi, come d’improvviso, senza rendersene conto, si ritrovò in una stanza più buia, piena di strane opere moderne fatte di luci e colori della penombra, neanche belle da guardare, giacché in particolare era in piedi davanti a una di queste, la stanza momentaneamente vuota. Stava parlando e non si rese conto che Michele era dietro a lei, che l’abbracciava da dietro prima leggermente poi sempre più intensamente!

Sentì dietro di lei l’eccitazione di Michele che stava salendo, che iniziava a pulsare nei suoi pantaloni spingendo da dietro, come un animale ansante pronto per la corsa! Irritata e stupita stava per reagire, quando senti le sue mani infiltrarsi sotto la sua camicetta, sulla pancia, poi più su, fino ai seni, infilarsi sotto il reggiseno leggero, iniziare a giocare roteando con i suoi capezzoli, mentre Michele con le labbra, iniziava a sfiorarle il collo e con la lingua stimolava i lobi delle sue orecchie!

Gioia non fece in tempo a reagire perché si rese conto che stava eccitandosi, se ne accorse dai capezzoli che erano diventati durissimi sotto i giochi delle dita di Michele e dal movimento che naturalmente aveva iniziato a compiere per premere con il suo corpo contro l’eccitazione di Michele, il piacere che le offriva, sentire il suo membro duro contro di lei, la voglia di averlo!

Fu tutto questione di attimi: la mano destra di Michele iniziò a scivolare sulla pancia e s’infilò sotto i pantaloni di Gioia, dentro le mutandine, poiché si accorse solo a quel punto che aveva iniziato a bagnarsi di piacere, che ritraeva la pancia per lasciare posto alla mano di Michele, perché andasse sempre più giù, sempre più dentro, a toccarla nel luogo in cui voleva godere! Sentiva i suoi baci sul collo, sempre più vibranti, il seno ormai quasi scoperto sotto le dita della mano di Michele, l’altra mano infilata dentro i pantaloni che giocava con il suo clitoride bagnato e indurito dalle sue emozioni!

Distese anche lei una mano dietro, abbasso la chiusura lampo dei pantaloni di Michele, per liberare tutta quell’energia che sentiva dietro di sé; senza neanche girarsi, infilò la mano dentro quell’incavo aperto e scostando i boxer, agguantò finalmente tra le dita quel cazzo duro che sentiva fremere e pulsare! Iniziò a muovere piano le dita, a conoscere quello sconosciuto essere, sentendone le venature, le pulsazioni e i movimenti! Quando Michele riuscì a infilarle due dita tra le gambe esplose, con un orgasmo pieno e travolgente inondandogli così le dita! Poi con la mano afferrò quella di Michele inumidita di secrezioni e se la portò alla bocca! Voleva perciò gustare il suo piacere e iniziò così a succhiargli le dita una alla volta, mentre con l’altra mano continuava a giocare nei suoi pantaloni!

Sentirono dei passi avvicinarsi, s’irrigidirono e si ricomposero alla meglio! Entrarono due stranieri, passarono due minuti incessanti: i loro cuori battevano come impazziti, i loro corpi fremevano sotto una spinta d’eccitazione fuori dal normale! Non se ne vanno questi dannati, pensò Gioia, maledetti pensò Michele! Non si potevano scostare l’uno dall’altra, perché il cazzo di Michele era ormai inconfondibilmente fuori dal pantalone!

Gioia ebbe un lampo di genio: vide una porticina sul lato approfittando della penombra, acciuffò Michele per il membro e lo trascinò in un colpo al di là della porticina! Era un ripostiglio per le scope, piccolo, però sufficiente per loro, giacché gli stranieri neanche se ne accorsero. Una volta dentro, lei non si trattenne più e come in preda a un delirio, s’inchinò ai suoi piedi e volle prenderlo tra le sue labbra! Lo infilò piano, tutto dentro, sentendolo pulsare fino alla sua gola, lo leccò ingordamente, mentre lui con le mani le spingeva forte la testa contro il suo cazzo, quasi a soffocarla!

Lo gustò un po’ così, mentre non riuscì a evitare di portarsi una mano tra le gambe, per accarezzarsi da sola mentre lo succhiava! Poi si alzò, si girò e volle prenderlo da dietro, intanto che stava ferma appoggiata al muro. Lo sentì entrare dentro di lei, prima piano, poi forte, quasi volesse sfondarla! Spingeva da dietro come un mulo, colpi forti, inizialmente piano, poi ancora poderosi, mentre con le dita stimolava il suo clitoride irrigidito, finché Gioia non ebbe un altro orgasmo, che dal piacere, le colò lungo l’interno delle cosce!

Quando poi sentì che lui stava per venire, si girò ancora e volle prenderlo in bocca, per essere inondata dal suo succo caldo che le veniva giù lungo le guance e le labbra! Rimase ancora un poco così, leccando e succhiando questo nettare prezioso, poi si alzò e lo baciò a lungo, sentendo il suo corpo contro di lei, i due cuori impazziti che lentamente rallentavano la loro corsa e si rasserenavano!

Si guardarono così, semi svestiti, uno di fronte all’altro nello stanzino, infine scoppiarono a ridere, tra il divertimento, la follia e lo stupore! Non si erano neanche resi conto, di quello che era successo, giacché tanto ingordamente l’avevano consumato!

Si rivestirono e uscirono dallo stanzino con avvedutezza e con discrezione, riprendendo la loro passeggiata lungo le sale, abbracciati, complici e partecipi, come due amici di vecchia data!

venerdì 20 settembre 2013

Vanitosa e piena di sé

Ciao tesoro! Ci siamo lasciati in modo brusco ieri sera, adesso vorrei spiegarti le cause e le motivazioni del mio comportamento, o almeno spero di poterci riuscire! Quando troverai questa lettera nella tua posta elettronica, ti prego di leggerla e di stamparla con calma durante la pausa pranzo, poiché voglio, che tu ti sforzi di capire a fondo fra le righe, fra la mia anima!

"Mi costa molta fatica aprirmi a te in questo modo, più che aprirti le porte della mia intimità! Ieri sera, la prima volta che abbiamo fatto l’amore, sono stata molto imbarazzata e timorosa da come hai potuto appurare, ciononostante non si tratta di vergogna del mio corpo! E’ disagio e vergogna dell’animo, di come sono veramente, del mio vero io, quello che tu hai conosciuto in parte!

Ti sei affacciato su di me per una frazione di secondo e come una pubblicità, non hai assorbito subito il suo significato, forse lo hai accantonato, magari di proposito? Può anche darsi! Sei un uomo affascinante e sensuale, credimi, non c’è nulla che non vada in te, anche nelle tue carezze e nel tuo modo di fare l’amore, non c’è nulla di sbagliato! Il vero errore sono io!

Ti è sembrata molto strana la richiesta di fare l’amore in piedi davanti allo specchio? Immagino di sì, almeno per essere la prima volta, ti sarà sembrata un pochino bizzarra e stravagante! Ho voluto che mi prendessi da dietro, mentre io con le mani appoggiate lateralmente allo specchio, fissavo i miei occhi e leccavo la mia lingua attraverso la liscia superficie!

Hai goduto schizzandomi la schiena con il tuo seme caldo, qualche goccia è finita contro il vetro e non ha avuto il tempo di colare fino a terra, che già la mia lingua golosa assaggiava, dato che volevo sentire il tuo sapore! Non ho goduto e non ho voluto fingere, mi sembra ingannevole, menzognero e sciocco, poi non sono una brava attrice! Il mio viso è trasparente come un vetro, dove puoi distinguere le emozioni, come attraverso un video di una TV! Sei andato a farti una doccia, forse per mascherare l’imbarazzo e l’impaccio sceso fra di noi, il peso di quella domanda sospesa a mezz’aria! C’è qualcosa che non va? Hai sentito allora i miei gemiti, mentre mi davo piacere con le mie stesse mani, l’ho capito dal tuo sguardo ferito, intanto che ti aggiravi per la camera con l’asciugamano avvolto in vita! Oggi ho goduto, però non come pensi tu, continua a leggere ti prego!

Ho frugato nell’armadio e ho indossato una minigonna elasticizzata di colore blu elettrico, un ridottissimo perizoma nero, i sandali con i tacchi e la camicia bianca trasparente. Mi sono pettinata con cura i lunghi capelli castani chiari. Ho passeggiato per la casa vestita in modo così provocante e sostavo davanti a tutti gli specchi della casa per ammirarmi, persino nelle vetrine del mobile del salotto! Ammiravo i grossi capezzoli ovali contro la stoffa leggera, le gambe armoniose e i piedi infilati in quei sandali! Mi sono piegata facendo finta di raccogliere una borsetta immaginaria davanti a me e ho controllato fra le mie gambe divaricate, quanto era salita la minigonna, quel tanto da scoprire il perizoma incastrato fra le mie grandi labbra e il sedere! A quel punto, ho preso una poltrona e l’ho accostata davanti al grande specchio dell’ingresso, mi sono seduta e mi sono accesa una sigaretta!

Attraverso le nuvole di fumo guardavo fra le mie gambe semi divaricate, scoprendo un frutto rosa diviso perfettamente in due da una bella striscia nera! Il pelo chiaro e rado è molto piacevole e non nasconde nulla all’occhio curioso! Sospirando ho spento la sigaretta e mi sono tolta il perizoma, accarezzandomi le pieghe umide ed esplorando le cavità! Che bella cosa che ho fra le gambe e che buon profumo che ha, vorrei tanto baciarla! Ho aperto la camicetta e sono sgusciati due splendidi meloni, che ho strizzato con entrambe le mani fino a farmi male; è bella la sensazione che si ha, stringendo quella carne calda e morbida, come se non mi appartenesse! Mi sono pizzicata i capezzoli fra l’indice e il pollice, fino a farli diventare di marmo!

Adoro leccare lo specchio, baciare l’altra “io” e sentire il suo (mio) sapore della mia voglia! L’alito caldo bagna la fredda superficie levigata e ci fissiamo attraverso il vapore, dove mettiamo a fuoco il nostro vero io! Tu non ci crederai, eppure a un certo punto l’altra prende vita, non imita più i miei gesti riflessi! Ho infilato velocemente l’indice, il medio e l’anulare di traverso nella umida fessura, con la gamba appoggiata al bracciolo e facendo passare il gomito al di sotto del ginocchio; poi con il pollice, ho stuzzicato il clitoride e la punta del mignolo è entrata nel buchino stretto del sedere! Ho cambiato sia inclinazione sia velocità e “lei” a un certo punto sbagliava il movimento: un attimo in ritardo o leggermente in anticipo! Arriva il momento in cui lei ha il bel volto stravolto dalla lussuria e non ragiona più lucidamente, so come farla impazzire!

Ti confesso, che mi piace giocare con gli oggetti e mi applico con fantasia! Oggi siccome avevo appena steso il bucato, avevo sottomano le mollette e ne ho applicate due alle grande labbra che hanno rapidamente cambiato colore, passando dal rosa al rosso acceso! Le parti di morbida carne strette nella morsa apparivano deformate e ridicole. Lei godeva nel mostrarsi così a me, io ho rincarato la dose, applicando altre due mollette e tirando al massimo i lembi di carne fino ad aprirla oscenamente! Il contrasto del giallo limone della plastica con il rosso, mi ha fatto andare fuori giri e le ho parlato, senza smettere di masturbarla con la mano!

“Sei così bella e così troia, ti amo!”.

E poi è stata la beatitudine e il paradiso delle sensazioni, degli odori e dei gemiti, quel frammento di tempo in cui ciascuna incontra l’altra, intenso sì, però troppo breve! Come tutte le altre volte quando riapro gli occhi, lei è ritornata al suo posto, nel suo mondo riflesso e spesso mi chiedo, se non sia io l’appannato, melmoso e torbido riflesso della sua vita!

Spero che tu capisca o almeno ti sforzi di capire, giacché non riesco a fare l’amore se non con lei! Non intendo però né discolparmi né giustificarmi, tu sei libero di credermi, oppure di pensare semplicemente, che io mi sia inventata tutto quanto!".

Baci, tua Nadia.

giovedì 19 settembre 2013

CONCORSO RACCONTI EROTICI 2013

Volevo segnalare che si sta svolgendo proprio in questi giorni un concorso di racconti erotici su un blog di una mia amica


Qui le regole per partecipare:

ISTRUZIONI CONCORSO 2013


E qui potete votare tutti i racconti che partecipano !!

LEGGI I RACCONTI IN GARA



Ci sono dei premi in palio .. che vinca il migliore !! :)

Racconto Erotico reale: MARITO CORNUTO E FELICE

Altri racconti erotici di tradimento su http://www.iraccontierotici.it

Io sono Lola, ho 42 anni e sono sposata da cinque con un uomo stupendo.
Il nostro matrimonio è sempre andato splendidamente, soprattutto dal punto di vista dell'intesa sessuale...
A letto sono un tipo molto focoso, mi piace variare e sperimentare cose nuove e mio marito mi soddisfa appieno.
Fino a poco tempo fa c'erano però alcune cose che avrebbe voluto provare ma non ha mai avuto il coraggio di dirmi, forse temeva un mio rifiuto o forse non sapeva bene nemmeno lui cosa desiderava esattamente.
A volte per motivi lavorativi ci capita di stare lontani per una o due settimane. Il mese scorso era una di quelle volte. Una sera eravamo al telefono, io ero nella mia stanza d'albergo e lui era a casa, avevamo entrambi voglia così abbiamo iniziato ad eccitarci per telefono. Lui aveva già il pisello in mano e si stava masturbando, io intanto gli sussurravo come mi sarebbe piaciuto leccarglielo in quel momento.
Quel giorno avevo indossato una gonna corta e un paio di uomini nell'albergo poco prima mi avevano guardata con occhi vogliosi...Lo dissi a mio marito e per scherzare gli dissi anche che potevo andare a letto con loro se ne avevo voglia. Lui mi chiese se l'avrei fatto veramente e risposi che ovviamente scherzavo. Lui però mi confessò che l'idea di sapermi con qualcun'altro lo intrigava. Così sempre al telefono mi inventai un'ipotetica situazione in cui io mi facevo abbordare da un altro uomo e poi portare in camera sua per farmi scopare.
Era divertente inventare una cosa del genere e mentre raccontavo e aggiungevo particolari mi eccitai molto e cominciai a mastrurbarmi anch'io. Sentii l'eccitazione di mio marito crescere mentre mi inventavo la situazione con un altro finchè non venne con rumorosi gemiti. Mi disse che lo avevo eccitato da morire e che se mai ci fosse stato qualcuno con cui avrei voluto fare sesso lui non sarebbe stato geloso anzi...A patto che andassi solo una volta con un certo uomo e non lo rivedessi mai più.
Dopo che fummo salutati ero ancora eccitata e continuai a masturbarmi pensando a mio marito che mi osservava scopare con un altro.
Pensai a quello che aveva detto...a patto che non lo rivedessi più...e pensai anche che mi trovavo in una situazione perfetta in quel momento, ero in un altra città e sarei partita dopo pochi giorni...
La situazione eccitava molto anche me, non tanto per il sesso con un altro, per quello mi bastava mio marito, ma per la situazione ambigua e trasgressiva...
Più ci pensavo e più mi eccitavo e più mi eccitavo più mi masturbavo; ero a gambe larghe sul letto con due dita dentro la figa e l'altra mano che tormentava i capezzoli.
Ad un tratto mi decisi, smisi di masturbarmi, mi vestii più sexy che potevo e scesi giù al bar dell'albergo. Dei due uomini che mi avevano notata ne era rimasto solo uno, 'meglio così' pensai 'mi risparmio la fatica di dover scegliere'.
L'uomo mi vide immediatamente e quando vide che anch'io lo stavo guardando mi sorrise e io sorrisi a mia volta.
Mi sedetti vicino a lui e iniziammo a chiacchierare. Non fu certo difficile sedurlo, dopotutto ho un fisico niente male...Insomma nel giro di mezz'ora stavamo entrando in camera mia.
Io ero già eccitata da prima e gli saltai addosso, lui contento della mia irruenza iniziò subito a spogliarmi. Stando appiccicata a lui sentivo il suo pisello durissimo premere sui vestiti, feci scendere la mano e lo tastai per bene, poi gli tolsi i vestiti.
Ci gettammo sul letto, lui per prima cosa volle assaggiare la mia fighetta, iniziò prima lentamente con la lingua poi accellerò i movimenti e aggiunse le dita, dopo me la mangiò tutta gustandosela. Ci sapeva fare abbastanza e in pochissimo tempo ero di nuovo bagnatissima come prima, il clitoride era gonfio e la fessura vogliosa di essere riempita, ma non volevo ancora farmelo infilare anche perchè avevo altro in mente...
Finito di assaporare la figa si spostò sulle tette, le leccò in ogni punto, succhiò i miei capezzoli duri e con le mani le sballottava e le tirava.
Mentre si dava da fare con le mie tette sentii la sua cappella appoggiarsi sulla mia figa così lo spostai e gli dissi di aspettare, poi lo feci spostare più in alto fino ad avere il suo cazzo all'altezza del mio viso e rapida lo feci scivolare in bocca. Non era molto lungo quindi riuscivo ad ingoiarlo tutto fino alla base, ma era abbastanza grosso e duro e succhiarlo era un piacere. Mentre ingoiavo il cazzo di quell' uomo appena conosciuto mi venne in mente che non sapevo nemmeno il suo nome e questo mi eccitò ancora di più e succhiai con più impeto tra le sue grida di piacere.
Spostai la mia attenzione su quelle belle palle gonfie che mi sbattevano sul mento e le lavorai per bene come avevo fatto col cazzo.
Era arrivato il momento e mi feci penetrare. Un cazzo sconosciuto che mi penetrava...fu una sensazione sublime, desideravo farmi scopare a lungo.
Anche l'uomo che avevo sopra doveva gradire la situazione a giudicare da come mi fotteva. Allargai le gambe per fargliele prendere in mano e lo incitai a spingermi il cazzo dentro ancora più forte. Godevo tantissimo, ad ogni spinta pensavo di stare per venire. Cambiammo posizione e mi misi io sopra e mi godetti una bella galoppata su di lui. Mi spingevo sul suo cazzo su e giù, poi me lo tenevo dentro e agitavo i fianchi, poi riprendevo a scoparlo.
A quel punto decisi che era giunto il momento, presi il cellulare che era sul comodino e chiamai mio marito. L'uomo tra ansimi e gemiti mi chiese cosa stessi facendo, gli risposi di non preoccuparsi e di continuare a godersi la scopata, ovviamente non se lo fece ripetere e afferrandomi le tette sincronizzò il movimento del suo bacino col mio.
Mio marito rispose ma io non dissi nulla, i miei ansimi potevano bastare...
Mi chiese cosa stessi facendo, forse avrà pensato che mi stavo masturbando, gli risposi che stavo scopando con uno. Stette un attimo in silenzio poi mi chiese se fosse vero, come risposta presi a muovermi e a gemere più forte. Mi domandò nuovamente se fosse vero quello che gli avevo appena detto, era ancora incredulo ma già sentivo il suo respiro che si era fatto affannoso, probabilmente si stava toccando.
Gli dissi che ero sopra un uomo che avevo appena incontrato e che mi stavo godendo il suo cazzo mentre lui si divertiva con i miei capezzoli.
Ci furono altri momenti di silenzio da parte di mio marito, pensai che a quel punto doveva aver sentito anche i gemiti dell'uomo...poi ad un tratto mi disse di continuare e farmi scopare ancora.
Sempre col telefono in mano continuai a scopare con quell'uomo, volevo far sentire a mio marito tutto quello che facevo con lui e il pensiero che lui si eccitasse con questa situazione mi faceva godere ancora di più.
Mi spostai fino al viso dell' uomo mettendogli la figa in faccia e lui iniziò subito a leccare con piacere. Dissi a mio marito esattamente quello che avevo fatto e che stavo godendo con la lingua di quel tizio. Gemetti più forte, la mia figa aveva bagnato tutto il viso dell' uomo, con le mani mi teneva aperta la figa e con la lingua mi dava delle spinte all'interno. Raccontavo a mio marito tutto quanto nei particolari, come mi leccava, come godevo e presto sentii che aveva iniziato a masturbarsi, i suoi ansimi erano sempre più forti.
Gli dissi che l'uomo ora mi aveva messa a pecora e teneva le sue mani sui miei fianchi, quando il suo cazzo entrò gridai forte, godevo sempre di più. Incitavo l'uomo a scoparmi più forte e più godevo io più godeva mio marito che ascoltava tutto.
Mio marito mi disse di succhiare il cazzo di quell'uomo, così mi voltai e lo presi in bocca tenendo il telefono ben vicino per fargli sentire bene il suono delle mie labbra che gustavano quel membro duro. Questo lo fece eccitare tantissimo, al telefono mi incitava di succhiarlo di più, più forte e io mi davo da fare, sentiva tutti i rumori della mia bocca che succhiava, leccava e ingoiava.
Poco dopo mio marito sentì l'uomo che diceva che stava per venire, così mi chiese di smettere di succhiarglielo e di farmi scopare ancora.
Mi sdraiai e l'uomo fece lo stesso sopra di me riprendendo a fottermi. Stavo quasi per venire anch'io, lo dissi a mio marito e gli dissi anche che godevo da morire, lui rispose che si stava menando il cazzo fortissimo e che ormai era arrivato al limite anche lui.
Tuttavia scopammo un'altra mezz'ora buona mentre continuavo a rendere partecipe mio marito dicendogli quanto stavo godendo e quanto era bello farmi scopare da uno sconosciuto che si stava divertendo a sbattermi.
L'uomo sopra di me non riusciva più a trattenersi e gridò che stava ormai per sborrare, in quel momento venni gridando e godendo come poche volte ho goduto, sentii che pure i gemiti di mio marito avevano raggiunto l'apice, mi chiese di farmi sborrare addosso e lo dissi all'uomo che estrasse il cazzo gonfissimo e mi riversò sul corpo tre getti di sborra caldissima. Mentre lo dicevo a mio marito sentii che anche lui stava venendo...
Ricoperta di sperma di un altro uomo e ancora pervasa dai fremiti dell'orgasmo riattaccai senza salutare mio marito.
Non ci sentimmo più fino al mio ritorno e appena rientrai a casa lo trovai eccitatissimo che mi aspettava. Scopammo subito.
L'aver scoperto un altro aspetto del sesso che piace ad entrambi è bellissimo. Ovviamente l'esperienza si ripeterà...

Una mirabile visione

Ho calcolato il tuo membro, padrona delle tue fantasie! Ho atteso il delicato sapore amaro e spiacevole dell’orgasmo sul mio palato, ti ho guardato, non eri tu, era la maschera di un animale sotto sforzo, un’intrigante cumulo di nervi, di muscoli e di sudore in questo caldo infernale! La tua densità mi ha invaso la gola, ciononostante non hai placato la mia sete, anzi, vederti così forte e indifeso, sentire il tuo ultimo affanno, mi ha soffocato! Sei stupenda, sei fantastica, mi hai detto, ed io muta ad ascoltarti, ormai senza coscienza, senza l’avarizia e la meschinità del giocare, senza un minimo di pudore!

Ti ho ordinato di chinarti e tu lo hai fatto, poi hai iniziato a leccarmi le dita dei piedi. Hai slacciato le minuscole corde che mi stringevano le caviglie, hai fatto scivolare le mie scarpe lungo il collo del piede. Il caldo umido della tua lingua, i tuoi baci, ma non ti ho chiesto niente. Sei il primo! Ho dovuto sempre implorare questo gioco, ma tu, tu no! Sei stato come una doccia bollente, una lumaca, un essere paurosamente lento. La mia pelle ti ha ricevuto senza contestare, prima un piede poi l’altro, io distesa e spalancata!

Voglio che tu raggiunga la notte, mi hai ordinato, ed io non ho potuto fare altro che ubbidire, scostare le mani dal mio sesso grondante e lasciarle dove tu volevi, sopra la mia testa, a sognare un buio assoluto, a lasciarmi svuotare da ogni pensiero, dolcemente rapita dalle tue guance contro i miei polpacci. Mi hai bendata con una fascia di seta umida e fresca. Hai paura? No, ti ho detto spavalda, non mi fa paura nulla. Hai riso! Non ricordo dove avevi le mani, però il morbido tepore delle cosce ti avvertivano! Lo sdraio era al fresco, oasi d’ombra in quell’attico, eppure intorno a me i tetti e le costruzioni sembravano molli, ondeggianti a seguire il ritmo del mio respiro!

Non mi sono neanche accorta di un ragazzo che ci spiava dal condominio di fronte! O forse mi hai detto qualcosa, ma ti giuro che non m’importava assolutamente niente. Aspettami! Ho chiuso gli occhi, non volevo che la tua assenza rompesse il fiato alla magia, ho portato una mano ad accarezzarmi lentamente il seno però, spinta da una frenesia improvvisa, sono scesa lungo il ventre fino a sfiorare le grandi labbra, mi sono morsa un labbro, no, non devi! Poi ti ho sentito arrivare e ho riportato la mia mano umida nella posizione in cui stava quando te ne sei andato! Mi hai succhiato le dita, te ne sei accorto. Devi stare ferma. Scusa. Il ghiaccio sul collo mi ha stavolta, brividi violenti hanno percorso ogni mio nervo. Ridevi.

Di nuovo la tua lingua tra i miei piedi, poi il freddo del ghiaccio a risalire lentamente una gamba, sotto il ginocchio, all’interno della coscia, poi il silenzio! Il ghiaccio sui capezzoli, lento a scendere sul cuore, poi di nuovo sul seno, la tua lingua sul clitoride a picchiettare e poi a scendere, a bere il mio succo! Ho inarcato il bacino per riceverti, però ti sei staccato, giacché ansimavo, con i capezzoli duri e il sesso gonfio! Scopami, ho sussurrato, scopami tutta! Hai riso, bastardo, mi hai lasciato nel più totale silenzio e te ne sei andato! Maledetto, ho urlato! Per farti rabbia, ho iniziato a masturbarmi rabbiosamente, urlando di piacere tutta la mia collera, mi hai afferrato le mani e le hai legate allo sdraio!

Sembravo una cagna, dal ritmo del respiro, me lo hai detto, cagna in calore! Che cosa vuoi da me, ho urlato e ho iniziato a piangere, sconvolta e spaventata dall’assurda e incoerente voglia di fare l’amore con te! Hai girato lo sdraio con un movimento secco e mi hai sbendato. Ecco, sei contenta? Davanti a me, un bellissimo ragazzo nero completamente nudo! L’ho guardato con voglia, d’istinto ho chiuso le gambe, le ho accavallate con malizia mentre lui si stava già masturbando! Mi sorrideva, un viso simpatico, con quei denti bianchissimi che si aprivano in un sorriso splendido! Il suo corpo era statuario, ma senza lo schifo dei muscoli gonfiati. Slegami, ho urlato!

Lui continuava a sorridere e tu eri seduto a fumarti una sigaretta, a gambe incrociate, come uno che si guarda una partita in televisione. Mi hai fatto schifo, poiché il ragazzo se n’è accorto perché al sorriso ha sostituito una smorfia d’intesa, e si è avvicinato! Mi ha bendato di nuovo, accarezzandomi la testa, mentre sentivo l’odore aspro e penetrante del suo sesso a pochi centimetri dal viso! Ho avvicinato la mia bocca, e l’ho percorso più volte da cima a fondo, mentre lui finalmente mi lasciava le mani libere! Mi sono sbendata, ho lasciato quel cazzo enorme e sono venuta da te, in piedi, di nuovo sulle mie scarpe ben allacciate. Leccami, ho ordinato! Il ragazzo si godeva la scena masturbandosi sullo sdraio! Hai iniziato con le scarpe, poi sei passato nella fessura sottile tra la pelle e la suola. Sei un bel ragazzo, ti ho detto, stai bene in questa posizione!

La tua lingua scorreva sulla mia pelle, ormai già alle cosce, ho fatto segno con il dito al nero di avvicinarsi e gliel’ho preso in mano! Ti ho chiesto, ti piacerebbe leccarlo? La tua lingua ha iniziato a percorrere anche i piedi del maschio. Non mi hai neanche risposto, io e lui ci scambiavamo baci infuocati e tu lì, a gattoni, abbronzato e bagnato di sudore! Mettiglielo dentro, ho sussurrato in bocca al ragazzo, spaccagli il culo, se lo merita, è un bastardo! Mentre ancora ci stavi leccando tra le gambe, mi sono bagnata due dita e te le ho passate dentro, fino in fondo cercando di farti male! Conoscevo però le tue abitudini, sono stata anche prepotente, mi sono messa dietro di te ad ammirare la scena di un maschio, che succhia il cazzo all’altro e ho spinto dentro le mie dita affusolate, con forza!

Prendilo, ho gridato, e il ragazzo ha messo le sue mani enormi sui tuoi fianchi stretti, l’ha puntato contro il tuo pertugio, si è aiutato con la saliva e finalmente ti ho visto provare dolore! Seduta sullo sdraio, comandavo il gioco. Più forte, mettiglielo dentro tutto, ancora più forte! Ti ho sentito urlare, però ho capito ben presto che era piacere, e anche l’altro ci stava provando gusto, lo leggevo nelle contrazioni del viso che era vicino all’orgasmo, a bagnarti come una sgualdrina! No, lo volevo io!

Basta adesso, ho detto spingendo via il ragazzo, ho preso la tua testa per i capelli e l’ho portata tra le cosce. Con le mani stimolavo i capezzoli, mentre la tua lingua si divertiva ad avvicinarmi all’orgasmo per poi staccarsi. Adesso mi diverto io, hai detto, e ti sei messo in piedi! Il ragazzo ancora ansimante, cercava di cacciare indietro l’orgasmo e guardava da un’altra parte. Non voleva vedere una donna a gambe aperte, con le tue mani che la percorrevano dappertutto!

Mi hai sbattuto sullo sdraio, sei stato violento, forte! I miei orgasmi credo li abbiano sentiti anche i vicini da quanto ho urlato, mi hai agguantato come nessuno, posseduta in ogni posizione ed io, in ogni posizione ho punteggiato i tuoi colpi con le mie grida di piacere! Sei contenta adesso? Ho annuito, stremata. Non ce la fai più? No! Spaccale il culo. Ho inspirato forte e un’onda di lussuria mi ha pervasa, facendomi schizzare l’adrenalina a mille. E’ stato come farsi possedere da un gigante! Un dolore enorme che presto ha lasciato il posto a un piacere altrettanto grande! Vienimi in bocca, urlavo, intanto che:

“Caterina oh! Dai, Caterina!”.

“Eh, che cosa c’è?”.

“Svegliati piccola, che cosa stai facendo?”.

Le lenzuola ridotte a un ammasso confuso e irregolare, io nuda e sudata, con un tuffo al cuore! Claudia è sopra di me, i suoi capelli lunghi e il suo profumo, diffondono e lanciano grida ai miei sensi!

“Ehm, stavo sognando!”. Mi guarda le dita piene di secrezioni.

“Però! Bel sogno, vedo!”.

Si sdraia di fianco a me, intanto mi accarezza la testa! Io nel frattempo guardo il soffitto, poi non so, se sto sognando ancora o che cosa, però la sua bocca è già tra le mie gambe!

lunedì 9 settembre 2013

Un bel posticino :)

Ogni tanto ci vuole un'area apposita per un pò di intimità :D



Sopratutto in locali e discoteche :P

Che bell' ESTATE (Seconda Parte)

[ CONTINUA DALLA PRIMA PARTE ]


Guardo i suoi fianchi e i suoi seni, giacché quei capezzoli sodi e scuri mi attraggono prepotentemente! Con gesto infantile allungo le mani ad afferrarle le tette. Appena le tocco, lei vi sbatte sopra le sue mani in modo talmente rapido e violento che sento come due schiaffi sul dorso delle mani! Sono tentato di ritrarmi, credendo di aver fatto qualcosa di sbagliato, tuttavia le sue mani stringono forte le mie, a sua volta aggrappate a quei seni duri e vellutati.

Ora rovescia la testa all’indietro, ansima e geme e quasi aggrappandosi alle mie mani, ondeggia e preme, preme più forte, così che il mio pene la penetra ancora di più! Ho i sensi allo spasimo, pieni di sensazioni impetuose e intense fino al dolore! Nelle orecchie il pulsare martellante del mio cuore, il suo respiro affannato, i suoi gemiti strozzati, l’odore inebriante denso e dolciastro del sesso, che mi fora le narici e m’impregna la gola! Gli occhi pieni del suo corpo e ancora eccitati dal suo sguardo e da quella visione del suo inguine che avviluppa e ingoia il mio pene! Le mani artigliate sui suoi seni e strette dalle sue mani, la pelle dei fianchi che brucia a contatto con le sue cosce.

Mentre lei continua a premere e a ondeggiare con sempre più veemenza, tutto continua a girare attorno a me, sempre più vorticosamente, sempre più velocemente, finché sembra che tutto il mondo passi di lì! Quelle poche gocce di sperma che risalgono il pene per la prima volta, mi bruciano dentro, come se fossi trafitto da un ferro da calza infuocato!

Mi sembra di impazzire! Febbricitante, occhi spalancati, il corpo inarcato dallo spasimo, grido a bocca spalancata! Almeno tento di gridare. Al primo accenno lei mi tappa la bocca con il palmo della mano e preme forte mentre io godo, grido, piango, urlo e muoio!

Ora è tutto silenzio, si sentono solo i nostri respiri già più calmi e più regolari. Lei è distesa su di me, abbandonata e immobile, con la testa appoggiata sul cuscino, il viso verso di me, sul collo il suo fiato leggero! La completa immobilità m’imbarazza, allora con una mano accenno a qualche carezza sulla schiena, poiché l’altra è incastrata sotto il suo corpo e non oso muoverla! Stiamo così per un po’ mentre rimonta il panico di non sapere che cosa fare! Parlo? Dico qualcosa? Che cosa?

Ancora dentro di lei, avverto chiaramente il dolce e umido tepore del suo corpo e in modo del tutto involontario, sento il pene che ricomincia a pulsare, prima piano, poi con più energia, sto per avere una nuova erezione. Sorridendo lei mi sussurra all’orecchio:

“Ehi cucciolo, non ti sembra di esagerare?”.

Poi si alza e si avvia verso la sua camera, senza voltarsi. I capelli sulle spalle, la camminata leggera e silenziosa, il mantello volare qua e là, la vedo sparire come in un sogno!

La porta si richiude dietro di lei e sento la chiave girare! Non l’ho mai più trovata aperta!

Che bell' ESTATE (Prima Parte)

E’ stata veramente incantevole, meravigliosa e stupenda, quell’estate dell’anno 1999! Saranno stati i diciassette anni? Sarà stato che era la prima volta che andavo via di casa? Chissà, che cosa sarà stato! A metà giugno, appena finita la scuola, partii per il mio primo lavoro: cameriere stagionale in un bar gelateria al mare! Da solo, il mio primo lavoro e la libertà, giacché mi sentivo esuberante ed euforico, mi sentivo grande, mi sentivo uomo!

Assieme al titolare e a due ragazzi, di una decina di anni più grandi di me, lavoravo al banco e ai tavoli quando capitava. Addetta al banco del gelato c’era lei, Concetta. Bella, mora, dai lineamenti mediterranei, i trent’anni passati da poco, con i capelli sempre legati in stile di coda di cavallo. Sempre cordiale e gentile, però molto riservata e taciturna! Non concedeva confidenza e familiarità a nessuno, a dispetto delle continue attenzioni che, pur impacciato e ingenuo oltre misura quale ero, mi accorgevo che le rivolgevano tutti!

La timidezza le avvampava immediatamente il viso a ogni minimo complimento, a ogni velato tentativo di approccio, infine se la corte si faceva insistente, allora si rifugiava sul retro in attesa di chi la assillava si allontanasse! Essendo il più piccolo, ero un po’ il bersaglio e un po’ il portafortuna degli scherzi e delle battute benevoli però pungenti, dei miei compagni di lavoro! Non m’infastidivano più di tanto, tranne quando si aggregava lui, il marito di Concetta!

Arrivava il sabato, non ricordo da dove e rimaneva fino al pomeriggio di domenica. Aveva fatto amicizia con gli altri ragazzi del bar e forse per questo si sentiva autorizzato, giustificato e motivato a trattarmi come loro! Io però non lo sopportavo! Non c’era una ragione precisa, non so che cosa fosse, non c’era un motivo apparente, forse non lo reputavo né lo ritenevo un compagno di lavoro! I suoi scherzi, quindi mi contrariavano, mi urtavano e mi rendevano furioso!

Concetta se n’era accorta e quando poteva mi difendeva timidamente! Le ero molto grato per questo. Alloggiavamo, titolare e dipendenti, in varie camerette sul retro del fabbricato. Tutte le camere si affacciavano su un ballatoio esterno ed erano anche comunicanti fra loro, con le porte che normalmente erano chiuse a chiave. Io dividevo l’ultima camera con uno dei ragazzi e con lui alternavo anche i turni di lavoro: quando io lavoravo al mattino, lui lavorava al pomeriggio e così via.

Quel giorno, avendo lavorato al mattino, mi ritirai per il riposo pomeridiano. Entrai in camera e mi spogliai. Stavo per stendermi sul letto, quando mi accorsi che la porta interna era rimasta accostata. Quasi certamente una dimenticanza della signora che tutte le mattine veniva a fare le pulizie. Sapendo che era la sua camera mi avvicinai curioso e furtivo e nello spiraglio vidi chiaramente il letto, l’armadio con lo specchio e di fronte all’armadio lei!

Mi era quasi di fronte, aveva sciolto i capelli che ora le ricadevano morbidi sulle spalle e stava per togliersi il grembiule di lavoro aprendo i bottoni uno a uno. Mi si strinse la gola! Timoroso, stavo quasi per allontanarmi quando si sfilò il grembiule e il cuore si fermò! Sotto portava solo le mutandine e il reggiseno, che ora stava sfilando con movimenti aggraziati e flessuosi. Ero incapace di muovermi!

I miei occhi erano aggrappati a quel corpo nudo che si elevava sconosciuto, nuovo e prepotente nella penombra della stanza! Sulla pelle ambrata quei triangoli candidi sui seni e sul pube, sembravano mettere ancora più in evidenza il cespuglio di peli neri e ricci e i capezzoli scuri! Si rigirò un poco davanti allo specchio osservandosi il corpo alla ricerca di non so che cosa, poi indossò una vestaglia leggerissima e sparì nella porta del bagno dietro di lei.

Rimasi lì, a bocca aperta, indeciso se aspettare o andarmene! La mia buona coscienza di bambino mi abbrancava, mi attanagliava: sapevo che lei non avrebbe voluto, sapevo che altri nella mia situazione avrebbero chiuso la porta forse, sapevo che era peccato, sapevo tutto, credevo! E non mi mossi! Uscì dal bagno, si fermò ai piedi del letto, cominciò a slacciare la cinta della vestaglia, però lasciò il gesto incompiuto e si fermò, immobile! Alzai un po’ gli occhi e mi accorsi che stava guardando verso di me! Ero sicuro che non potesse vedermi da quel piccolo spiraglio, però stava guardando diritto nella mia direzione, come se mi vedesse! E poi si mosse, si stava dirigendo inconfondibilmente verso di me!

Il mondo mi franò addosso. Due balzi ed ero nel mio letto! Tirai su le lenzuola a coprirmi e aspettai terrorizzato. In quei pochi attimi, mi venne in mente di tutto: “Lo dirà al padrone, mi caccerà, lo dirà senz’altro ai miei genitori, mi puniranno, adesso che scenate” - e via di seguito! Mi sembrava di aver fatto qualcosa di terribile e in pochi attimi, studiai tutte le possibili soluzioni e le teorie difensive: “Avevo sentito strani rumori, volevo solo chiudere la porta, sembrava che mi chiamasse, non era vero niente, ero sempre stato nel mio letto e stavo dormendo, si sarà sbagliata lei”.

Ecco, questa mi sembrò la più semplice e la più sostenibile, poiché mi preparai a essere profondamente addormentato. Con il cuore in tumulto udii il cigolio lievissimo della porta che si apriva! Con gli occhi appena socchiusi in una fessura talmente stretta che le immagini si confondevano fra le ciglia, la vidi avvicinarsi, fermarsi ai piedi del letto e pugni sui fianchi, fissarmi con atteggiamento minaccioso! Tentavo disperatamente di regolare il respiro, eppure l’emozione, la piccola corsa, il terrore, tutto faceva sì, che respirassi in modo convulso, a scatti per lo sforzo di trattenermi! Sapevo di non essere credibile, però continuai nella scena, non sapendo che altro fare!

“Dorme, il poverino dorme!” - la sento sibilare, con un tono di voce che non le riconosco: sarcastico, sferzante e tagliente.

È sempre lì, in fondo al letto, però si è spostata sul lato, con una mano lasciata penzoloni che mi sfiora leggermente il collo del piede, quasi a voler vedere la mia reazione! Rimane così per qualche attimo, con la testa piegata, sembra riflettere! Io sono sicuro: sta studiando una punizione esemplare! Poi sembra scuotersi, gira la testa a guardarmi in viso e mentre lentamente si muove lungo il letto, parimenti le sue dita leggere risalgono la mia gamba!

Su per il polpaccio, sul ginocchio e su per la coscia! Il contatto lieve, attraverso il tessuto leggero del lenzuolo, mi procura come una scarica elettrica e non capisco lo scopo. Si ferma a metà del letto. La vestaglia, appena trattenuta in vita dalla cinta allentata, offre ampie fenditure del suo corpo nudo! Sono combattutissimo fra il guardare e il continuare nella mia sceneggiata! Con le dita continua a sfiorarmi la gamba, l’interno delle cosce, il pube e l’inguine! Sono impietrito, le braccia lungo i fianchi, i pugni serrati, il cuore in tumulto e una tremenda erezione! Anche perché lei non sfiora più con le dita, ma con la tutta la mano mi accarezza dolcemente fra le gambe e sull’inguine! Anche il suo respiro è leggermente affannato mentre afferra il lenzuolo e lo tira giù lentamente, lasciandomi scoperto, immobile, impaurito e inquieto, in attesa di non so che cosa!

Per la tremenda erezione, il pene mi fa male, ripiegato dentro lo slip, mentre lei continua a accarezzare e a toccare! Smette per momento, allunga anche l’altra mano, infila le dita sotto l’elastico, lo solleva e mi abbassa completamente lo slip. Il mio piccolo pene scatta immediatamente come una molla liberata! Ingannevolmente continuo a fingere di dormire! Ha poca importanza, ora, che cosa faccio o non faccio, lei non mi guarda in viso! S’inginocchia di fianco al letto, poi china lentamente la testa, giù, più giù, finché le sue labbra si chiudono sul mio pene! Ho un principio di vertigine, mi sembra di precipitare! Il contatto della sua bocca è caldo, delicato e morbido, a me sembra una sferzata di fuoco, chiudo i pugni sul letto e mi aggrappo come se altrimenti potessi sparire dentro la sua bocca!

Sono squassato dal piacere, mentre sento scorrere le sue labbra umide e poi l’interno caldo della sua bocca! Con una mano mi accarezza le gambe, l’interno delle cosce e insinua le dita sotto i testicoli, fra le gambe e nella piega delle gambe, ovunque! Chiude un po’ le labbra e continua su e giù, a volte soffermandosi e trattenendosi sulla punta con la lingua saettante, a volte soffermandosi con il pene tutto in bocca, le labbra appoggiate sull’inguine, per poi risalire piano, lentamente e piacevolmente!

Nella stanza il silenzio è rotto solo dal mio respiro ansimante e dai piccoli incredibili rumori acquosi provocati dalla sua bocca che succhia e lecca, succhia e ingoia! Io continuo a rimanere immobile, un po’ perché l’atteggiamento passivo mi ha sopraffatto, ma anche perché, ora non saprei assolutamente che cosa fare! Completamente frastornato e intontito, assaporo golosamente tutte queste sensazioni assolute, nuove e sconvolgenti, quando lei smette e solleva la bocca vorrei gridare di no!

Si alza in piedi, di fianco al letto, non dice nulla, non fa nulla ed io, ora a occhi aperti, sono terrorizzato che se ne vada via! Lei si slaccia completamente la vestaglia, se la getta sui fianchi come un mantello, poi solleva una gamba e si mette cavalcioni su di me! Le sue cosce mi stringono i fianchi intanto che con le mani si guida la punta del pene fra le pieghe del suo sesso, poi, trattenendo il respiro, si abbassa sopra lentamente! Io ho sollevato la testa e con occhi sbalorditi, vedo quelle pieghe rossastre e sconosciute avvolgere e ingoiare il mio pene! Quando è tutto sparito dentro, lei rimane un attimo così, immobile: il respiro profondo, le braccia tese piantate sulle mia spalle ad inchiodarmi al letto, la testa chinata in avanti con i capelli che mi sfiorano il petto!

Poi comincia a ondeggiare con il bacino, con movimenti lenti e sinuosi. Il calore avvolgente e umido mi arriva alle viscere! E’ troppo bello, ho la testa in fiamme, tutto mi gira attorno, il sangue mi pulsa nelle orecchie, niente più del mio corpo mi obbedisce! Ora solleva il busto, ha il volto avvampato, le labbra strette che spariscono quando le morde dall’interno. Socchiude gli occhi e li pianta nei miei, con uno sguardo che mi brucia dentro, tanto è intenso e violento e colmo di libidine! E preme su di me con tutto il bacino con movimenti a volte dolci e lenti e sinuosi, a volte secchi e violenti! Il mio sguardo scorre e vola su tutto, senza soffermarsi su niente, tanta è la brama e la voglia di guardare, di vedere e di ricordare!

Guardo le sue cosce, parzialmente coperte da lembi della vestaglia. Guardo lì dove i nostri corpi sembrano fondersi, il suo pube coperto di peluria scura e riccia che avvolge il mio inguine ancora acerbo e quasi senza peluria! Per brevi istanti, quando è tutta rovesciata all’indietro, vedo la radice del mio pene affondato fra le pieghe del suo sesso, una vista che mi procura una sensazione di piacere selvaggio e violento!
(CONTINUA ... )

domenica 8 settembre 2013

Una bella orgia

Non potevo immaginare né prevedere, che quello che era iniziato come un sabato maldisposto e ostile, si sarebbe abbellito e colorato di rosso porpora! Tutto era cominciato un venerdì sera, una di quelle serate tipiche in cui ti senti bene, soltanto perché sai che il giorno dopo non lavorerai! Verso le ventitré, come spesso accade di venerdì, saluto il mio ragazzo e me ne vado a letto. Passano appena dieci minuti e Mirko si avvicina per svegliarmi, perché mi è arrivato un SMS il quale ritiene che io debba leggere. Perbacco, mi ero dimenticata di spegnere il cellulare!

E’ un mio collega, un responsabile, che mi chiede di andare domani di sabato in ufficio, per fare delle correzioni urgenti con il pennarello rosso che mi ha lasciato stasera sulla scrivania. Non aveva niente di meglio da fare che stare in ufficio fino alle nove di sera, per poi quasi costringermi e impormi a lavorare il sabato? Accidenti a me! Non ho spento il cellulare, forse mi avrebbe chiamato a casa! Inviperita e nervosa, nonostante le coccole del mio ragazzo, dormo sonni agitati. Il giorno dopo, forse anche per rendere meno pesante quest’urgenza lavorativa, chiedo a Mirko se mi accompagna, così, appena ho finito le correzioni e spedito il fax al cliente che lo attende, andiamo a fare la spesa. E così, eccoci intorno alle dieci davanti all’ufficio.

Entriamo dall’ingresso secondario, l’unico di cui ho la chiave, ombre scure si muovono sulle pareti non appena la luce esterna illumina il corridoio buio, un poco inquietante! Accendo un paio di luci per arrivare alla mia scrivania, nel mio ufficio al quarto piano. In mezz’ora sbrigo il lavoro che mi aveva lasciato il mio collega, mentre Mirko gira per i corridoi, curioso di questo posto a lui nuovo però sconosciuto.

Mentre sto spegnendo il computer, sentiamo l’eco di una sonora risata spandersi nell’aria. Eppure quella risata mi annuncia e mi comunica qualcosa; esclusa subito l’ipotesi di ladri, scendiamo silenziosi come dei gatti, senza peraltro accendere altre luci. Il terzo piano è immerso nella totale penombra di una giornata poco soleggiata e anche le tapparelle sono chiuse. Non c’è odore di chiuso. Altri strofinii e altri rumori raggiungono le nostre orecchie, come di mobili spostati che strisciano sul pavimento di legno e discorsi attenuati da risatine e da versi!

Il tono della voce è alto, probabilmente le persone sono chiuse in una stanza perché i suoni ci arrivano ammorbiditi! Mirko si ferma dopo l’ultimo gradino mentre io, scarpe in mano, avanzo sul parquet di legno sperando che non scricchioli! Le stanze sono tutte aperte e vuote, così continuo fino all’altro ingresso, quello principale, dove c’è il centralino. Ancora rumori, come di un portone contro di cui è puntellata e sovrapposta qualche cosa con energia, però quello che più mi colpiscono, sono i suoni e le voci! Una maniglia si piega e intanto una porta si apre, mi nascondo dietro il centralino per spiare!

C’è Nicole, la mia responsabile che esce dalla porta dell’ufficio. Alta, snella, con un fisico ben scolpito da anni di tanta palestra e pause pranzo saltate. Lui slanciato, un viso abbronzato messo in luce da capelli folti però quasi bianchi. Oddio, ma che cosa ci fanno in ufficio il sabato mattina? Dal viso, scendo lungo il corpo e mi accorgo che lei ha solo la gonna, corta e un paio di scarpe rosse con il tacco a spillo. Lui è vestito. Dopo una breve sosta alla toilette, rientrano nella stanza e chiudono di nuovo la porta. Esco dal mio nascondiglio e faccio segno a Mirko di raggiungermi. Nonostante l’ansia e la preoccupazione di essere scoperta, non resisto e sbircio dal buco della serratura!

Lui la spinge contro il muro e si appoggia con forza al suo reggiseno di pizzo nero, che copre un seno non molto abbondante. Si baciano con desiderio, passione e violenza, le loro lingue s’insinuano di continuo una nella bocca dell’altro, con forza e gemiti soffocati seguono il ritmo incessante del loro piacere! Alla prima pausa, lei lo allontana quel poco che basta, per avere la possibilità di sbottonargli la camicia, poi piano piano, sostando su ogni centimetro di petto che la camicia, aprendosi, lascia intravedere e leccandogli i capezzoli, man mano più rigidi!

Lui la solleva di peso e lei lo contorna con le sue gambe magre, unendo i piedi, con ancora indosso le scarpette rosse, dietro la sua schiena. La gonna si accorcia lasciando così intravedere una lunga coscia snella. Non appena la fa sedere sulla scrivania, le sue gambe, ancorate al suo petto, mettono in gran mostra una strisciolina di tessuto nero nell’ombra delle gambe semiaperte. Mirko, che nel frattempo mi aveva raggiunto e che guardava in alternanza con me lo spettacolo imprevisto, non stava più nella pelle e nei pantaloni, soprattutto dopo l’ultima visione!

Roberto non è da meno. Sale sulla scrivania dove Nicole era sdraiata e si vede chiaramente che la cosa gli piace. La gira sul ripiano di lavoro e così la squadriamo adagiata di fianco. Lui, mani appoggiate alla scrivania e braccia rigide con i muscoli tesi, preme con la sua virilità su di lei, producendo in Nicole versi di godimento! Poco dopo, lei si solleva e si mette seduta: una spallina le cade e porta con sé parte della coppa sinistra, e si lascia intravedere la parte di pelle più bianca. Incrocia le gambe, lasciando che la gonna le faccia da cintura in vita e allunga le sue braccia fino a che le sue mani non toccano il promontorio che gonfia i pantaloni di Roberto. Lui, appoggiato alla scrivania dietro di sé, freme e contempla quella vista particolare che lei gli offre!

Con mano esperta, Nicole si muove sicura, ma con i gesti lenti da creare attesa. Mirko ed io ci dobbiamo tappare a vicenda la bocca, affinché non sentano i commenti e i sospiri profondi che rischiano nel frattempo di sfuggirci. La cerniera si apre morbida come nutella fra le dita di un bambino. I boxer neri che indossa Roberto hanno dei piccoli bottoni, che escono rapidi dalle loro asole non appena Nicole li tocca. Ed ecco che spunta in tutta la sua consistenza, il frutto del piacere! A occhio e croce e considerando la distanza e il piccolo pertugio da cui spiamo, non sembra messo male. Eppure è questione di un attimo, poi il pene di Roberto scompare dietro la chioma scura e lunga di Nicole che si avventa sopra affamata.

Vediamo solo la sua testa muoversi rapida e i suoi lunghi ricci ondeggiare come sospinti dal vento. Roberto lascia cadere la testa all’indietro, ormai incapace di reagire. Mentre la bocca continua, la sua opera, con le mani si lega i capelli, resi leggermente umidi sulle tempie dallo sforzo. Il sipario che si apre ci lascia vedere molto, anzi molto più di prima. La lunghezza è notevole e la larghezza non è da meno! Il suo petto, poco villoso, è scosso da fremiti di godimento. La mano di Nicole e le sue belle labbra serrate lavorano unite senza sosta fin quando, un sospiro particolarmente forte di lui, ci fa capire che i suoi sforzi non sono stati vani.

Non vediamo però uscire nulla dal pene di Roberto. La bocca di Nicole resta incollata fino a quando il suo respiro non torna normale. Non appena staccata la testa, vediamo che il suo viso è pulito e non vi sono segni e ne residui biancastri sulle sue belle labbra. A quel punto è lui a lanciarsi con foga fra le sue gambe come a volerne respirare tutto il sapore; lei si agita e muove il bacino come in una danza del ventre; non passano che pochi minuti, e i versi sonori e i gemiti ravvicinati esplodono in un urlo. Mirko ed io non resistiamo più!

Io lo trascino nella stanza accanto, ci rotoliamo un paio di volte e poi sentiamo il bisogno di liberarci dei vestiti in tutta fretta. Ci spogliamo a vicenda, intervallati dalle nostre lingue. Non importa se facciamo rumore o se ci sentono: la voglia che ha risvegliato in noi è incontrollabile! Ci tocchiamo, ci lecchiamo, ci baciamo, ci strofiniamo, tutto in un turbine senza ordine né regole, un circolo di piacere continuo! Poi, in un fiume di eccitazione, gli impongo di sdraiarsi sopra di me. Sento il suo albero maestro solcare nel mio oceano e onde di brividi percorrermi più e più volte! Non sappiamo più chi siamo o dove siamo, siamo quello che sentiamo in quel movimento rapido e ripetuto, che si apre un varco in me godendo dell’aderenza della mia intimità al suo pene, completamente inzuppato della mia eccitazione!

Non riesco a smettere di ansimare: ogni volta che s’insinua dentro di me, un grido mi sale dalla gola, però le mie labbra lo soffocano chiudendosi e lasciando sfuggire solo un mugolio sommesso. Ed ecco che sento quel brivido avvicinarsi e farsi sempre più nitido. In quel preciso istante in cui, spero, lui possa attendere almeno ancora un attimo prima di lasciar esplodere il suo orgasmo, forte è il grido che lascio esplodere all’ultimo brivido che mi percorre, mentre sento ancora onde di piacere uscire dal mio corpo, un gemito si alza nell’aria tiepida e mi sento pervadere da un lungo fiume caldo!

Il suo corpo si stende come morto su di me e riapro finalmente gli occhi e solo allora mi accorgo con un po’ di terrore, che Nicole e Roberto sono in piedi, sulla porta aperta, che ci guardano! Sussurro a Mirko che dietro di lui ci sono loro! Un senso smisurato del pudore mi pervade e non appena Mirko accenna ad alzarsi dal mio corpo, afferro al volo il maglioncino e cerco di coprirmi come posso, mentre Mirko ancora di spalle, mette tranquillo in vista il suo fondo schiena, che allunga poi una mano sulle mutande per rimettersele. Si gira e ci troviamo a quattrocchi. I loro visi sono quieti e sereni e i loro corpi nudi!

Non riesco a staccare gli occhi da lui e dal suo gran bel pene, ancora eretto! Lei è completamente rasata e depilata, all’infuori di una piccola zona appena sopra il clitoride! Non c’è dialogo fra noi, perché non c’è proprio bisogno di dire nulla: loro non ci temono, anche perché sanno che mai avremo né il coraggio né la sfacciataggine di raccontare, soprattutto ai loro rispettivi coniugi, tutto quello che abbiamo visto!

Certo è, che parecchi dei nostri colleghi non farebbero fatica a crederci! Senza dover aspettare cenni da parte nostra, lei si sdraia per terra e lui si sdraia accanto. Così li imitiamo e intanto riprendiamo a baciarci e a toccarci, mentre la fiamma della voglia di Mirko, alimentata dalla situazione un po’ inconsueta e singolare, torna ad accendersi. Mi siedo su di lui e appoggiando le natiche appena sotto i genitali, lo sfioro e intanto mi tocco; infilo un dito nelle mie labbra sempre più umide, sfrutto la sua durezza per sfregarmi, faccio indurire i miei capezzoli con le dita della mano sinistra, intanto che l’indice e il medio della mano destra, frugano ansiosi nella mia eccitazione fino al mio secondo brivido.

Ripreso il controllo di me, scivolo dalle sue gambe fino a sdraiarmi completamente su di lui, mi trovo a pochi centimetri dal suo pene. Guidata da un orgoglio tutto nuovo, sento di dover avvalorare e dimostrare che so far godere il mio uomo! Così, con delicatezza ma con decisione, lecco la sua asta dal fondo fino alla punta, faccio scorrere la mano destra lungo tutta la sua eccitazione, mentre con la sinistra gli solletico le cosce vicino ai genitali, e soffiando per rinfrescarlo. Accanto a noi, Roberto e Nicole.

Lei si sdraia per terra, e con la pancia appoggiata alla moquette, si lascia penetrare in modo poderoso. Dal suo ansimare, ci rendiamo conto che le piacciono i rapporti violenti. Lui la percuote sui glutei con schiaffi schioccanti e, anche se lei ansima di piacere, i segni delle dita splendono rossi sulle sue natiche. Dopo poco si alza a modo di gatto e lui, sfilando rapidamente il suo pene dal suo corpo, lo infila di nuovo subito dopo con crudeltà e insensibilità nel piccolo tunnel del piacere. Non la invidio; un po’ di forza mi piace, però Roberto è secco e violento, non la accarezza, non la bacia e non la sfiora, deve solo esprimere e dimostrare la sua superiorità di maschio, come un cervo che batte le corna fino a costringere l’altro a dichiararsi sconfitto!

Mirko geme al mio gioco di lingua sul suo pene, però mi fa capire che non vuole ancora venire: prima preferisce che mi diverta ancora un po’. Così mi metto su di lui e cavalco fino a quando, seppur con fatica, lo inondi con il mio terzo orgasmo! Ora tocca a lui; non appena il mio respiro e il mio battito tornano normali, riprendo con ardore e forza la mia corsa verso il suo orgasmo, che arriva istantaneo accompagnato da un suo, “vengo” liberatorio!

Nel frattempo anche Roberto, senza aspettare che Nicole godesse, l’aveva schizzata ovunque, sul sedere, sulla schiena e sulle ciocche finale dei capelli! Debilitati, soddisfatti e stanchi, Mirko ed io, stavolta senza coprire le nostre nudità, ci chiudiamo in bagno, lasciando i due amanti soli nella stanza afosa. Rinfrescati e ripuliti alla meglio, cerchiamo di andare via ma un “ciao alla prossima” dell’altra coppia ci meraviglia e ci sorprende, forzandoci a salutarli, nonostante l’evidente e il lampante imbarazzo!

Chissà, se davvero si presenterà e se ci sarà un’altra volta!
Buongiorno a tutti, su questo blog posterò i miei racconti erotici più belli presi direttamente dall'altro mio blog di Racconti Erotici.

Solo che su quel sito ci sono tanti autori che pubblicheranno i loro racconti porno, invece in questo piccolo spazio scriverò solamente i miei personali :P


Ciaooo e buona lettura :)