domenica 26 luglio 2015

L'impiegata

Quella sera era stata abbastanza triste. Un Giovedì trascorso con gli amici in un ristorantino, una cena economica e la stanchezza della settimana di lavoro e di impegni.
Mi capitava di guardarmi allo specchio: passata la trentina affioravano le prime rughe e anche qualche capello bianco, che timorosamente facevo sparire recandomi dal parrucchiere. Bella non ero mai stata, anzi magra e introversa, come se l'immagine fisica corrispondesse a quella dello spirito.
Così il tempo era trascorso, dedicato alla famiglia e al lavoro e l'idea di non avere un uomo era diventata la rabbia di una delle tante delusioni della vita.
Col tempo aumentavano le possibilità di trascorrere il resto della vita da sola e spesso ritornava l'idea che, in fondo, non me l'ero certo spassata, e meno che mai per quanto riguarda il sesso.
Ma questi pensieri, ordinari nella mia vita, quella sera non mi toccavano. Avevo sonno e freddo, e il mio amico mi riaccompagnava silenziosamente a casa.
Cercavo di riscaldarmi avvolgendomi nel maglione e pensavo che domani ci sarebbe stato un altro giorno di lavoro prima del meritato riposo.
Arrivati sotto casa mia mi ero voltata per salutare
"Beh, allora ciao, a domani"
Lui si era sporto verso di me per darmi un bacio sulla guancia - credevo - ed io quasi fuori dell'auto avevo sporto il mio volto verso di lui per ricambiare. Ed ecco un bacio umido, sulle labbra. Lo fissavo stupita, senza comprendere se sentivo in me un risveglio o mi ero del tutto addormentata.
Il suo sguardo, imbarazzato ma implorante era eloquente.
Non so cosa è accaduto in me, lo ho cercato nuovamente. Ho teso il mio volto e le mie labbra verso di lui, per un nuovo bacio, appassionato.
Le nostre lingue si assaporavano e anche le nostre mani ora cercavano il corpo dell'altro per stringerlo e sentirlo.
Gli sono salita addosso, forse è lui che mi ha presa. Con le mani rapidamente mi aveva liberato del giaccone e adesso era sotto il maglione, a carezzare il mio seno piccolo ma sodo, con i capezzoli appuntiti, inturgiditi dal fresso.
L'odore della pelle ea intenso ed io gli avevo aperto la patta quanto basta per sentire il suo membro duro e caldo, sotto le mie mani.
Sentivo che cominciavo a bagnarmi, lui sollevato il maglione mi baciava sul ventre e mi leccava. Mi succhiava dolcemente il seno.
Poi, con gesto deciso ha cominciato a sbottonarmi il jeans e a calarmi le calze e gli slip in maniera convulsa, accarezzandomi le cosce, risalendo fino al sedere, freddo e duro.
Aveva cominciato a carezzarmi il pelo morbido ed io avevo iniziato un lento e intenso orgasmo.
Dio, che sensazione. Lo volevo sentire dentro di me. Era caldo, il suo respiro intenso e irregolare mi piaceva, mi faceva impazzire, lo sentivo lungo il collo e sulle orecchie. E allora gli ho calato i boxer e lui mi ha preso per le cosce. Lo ho cavalcato, non lo avevo mai fatto ma era bello, intenso, dolce ma deciso.
Sentivo il suo pube avvicinarsi e allontanarsi dalle mie cosce e dal mio sedere mentre i mio umori colavano e, finalmente, un orgasmo, insieme, unico, intenso. Sentivo che mi era scoppiato dentro e il tempo si era fermato.
Non so quanto tempo siamo rimasti fermi. Poi ci siamo rivestiti, lo ho baciato su una guancia e sono andata a dormire.

Bagno caldo

Quell'anno a Natale avevo deciso di trascorrere un settimana in montagna. Decisi di andare in Austria, un piccolo paese con ottime pista da sci e piscine termali.
Partimmo io e mia zia Anna, lei era una bellissima donna di 40 anni capelli corti e bruni un corpo magro e atletico da cui emergeva un seno molto grande, che io da ventenne piatta le ho sempre invidiato.
L'albergo era molto bello con grandi stanze e ampie finestre, dopo aver sistemato i bagagli mia zia mi propose di andare a fare un bagno in piscina.
Le piscine erano due una interna e una esterna, entrambe termali con acqua calda.
Non c'era distinzione di spogliatoi tra uomini e donne e mentre mi accingevo a entrare in uno per cambiarmi un uomo sulla sessantina nudo passò accanto a me e mia zia. Io mi stupii mentre mia zia non ci fece neanche caso.
Lei era abituata alle piscine austriache dove quasi tutti fanno il bagno nudi.
Mia zia Anna mi fece coraggio e spogliandosi mi invito a faro lo stesso.
Guardandola mi accorsi che era depilata in tutto il corpo, riuscivo a vedere benissimo le labbra della sua fighetta e notai anche che erano più grandi e aperte delle mie
La cosa mi turbava un po' anche perché io non avevo avuto molte avventure e il nudo era ancora un tabù.
Uscimmo dallo spogliatoio e ed andammo nella piscina esterna dove ritrovammo il vecchietto di prima e un'altra donna entrambi nudi.
Sulle sponde della piscina c'era la neve e l'acqua calda produceva in continuazione vapore, tanto che a poca distanza già non ci si vedeva. Nuotare nuda nell'acqua calda era veramente eccitante.
Mia zia era su una sponda appoggiata con la pancia sul bordo vicino al vecchietto e si muoveva in maniera strana.
Mi immersi e da sotto vidi che lui le stava mettendo le mani ovunque mentre lei gli toccava il membro.
La cosa continuo per alcuni minuti poi lei fece un sussulto più forte e lo abbandonò venendo da me.
Non chiesi nulla a mia zia e lei non mi disse niente.
Salimmo in camera. Anna era a farsi la doccia e io inavvertitamente aprendo una sua valigia trovai un vibratore.
Non ne avevo mai visto uno e quello di Anna era molto bello, color carne in
tutto uguale a un cazzo vero con le vene e il glande.
Toccandolo sentivo un certo calore, e istintivamente decisi di togliermi gli slip e provarlo.
Giochicchiai un po' con le labbra vaginali, girando intorno al clitoride, all'ingresso della vagina, poi quando gli umori iniziarono a colare lo infilai dolcemente, lentamente, fino a metà; rimasi così per alcuni secondi e poi iniziai a fare su e giù e a girarlo dentro.
Mi eccitavo sempre più, per caso poi mi accorsi che poteva anche vibrare, e lo accesi. Un vortice di piacere mi prese.
Lo spazio e il tempo non erano più definiti.
Appoggiando il vibratore al clitoride e per metà tenendolo dentro, venni a ripetizione, non riuscivo a smettere.
Frattanto mia zia Anna aveva ormai finito la doccia e già da qualche minuto mi stava osservando, era visibilmente eccitata e si accarezzava il seno.
Mi accorsi della sua presenza e imbarazzata estrassi il vibratore, lei abbasso gli occhi e per alcuni secondi ci fu un intenso silenzio.
Una goccia colse la mia attenzione, era una goccia che scendeva nell'interno della coscia di mia zia, era una goccia del suo piacere, che scendeva dalla sua fighetta depilata.
Lei non se ne era accorta, io invece in preda all'eccitazione che fino a quel punto mi ero procurata mi avvicinai alla sua gamba e delicatamente con la punta della lingua assaggiai la sua essenza, il suo piacere.
Appena mi vide un brivido le attraversò tutto il corpo e senza controllo mi baciò appassionatamente.
Poi prese il vibratore per leccarlo e sentire il mio miele.
L'ora dopo la passammo a leccarci a vicenda ricercando i punti di massimo piacere, fu un ora travolgente.
La vacanza si faceva molto interessante, dopo gli ultimi fatti ero entrata in intimità con mia zia Anna così le chiesi cosa aveva fatto con il vecchietto.
Lei si scoprì e mi raccontò che spesso si faceva toccare da sconosciuti per eccitarli e godere nel vedere nei loro occhi il desiderio più sfrenato.
Mi disse che adorava gli uomini sui cinquanta perché ancora pieni di carica sessuale repressa dall'astinenza, e i ragazzi alle prime esperienze che secondo lei sono "vulcani in eruzione" anche se molto inesperti.
Il giorno dopo tornammo in piscina, era più affollata di ieri, e tutti erano sempre nudi.
Entrando la fighetta glabra di mia zia attrasse l'attenzione di più d'uno.
Anna aveva subito visto due ragazzi sui 18-19 anni e guardandomi mi fece un sorriso malizioso, che mi fece capire le sue intenzioni.
Anna si mise a nuotare a dorso vicino ai due esponendo ai loro occhi il suo corpo, io mi immersi un attimo per vedere se riscuoteva successo,
E infatti i loro due membri erano già in erezione.
Mi avvicinai a mia zia e le dissi che i due avevano due cazzi veramente fenomenali, lei sorrise e mi disse che se ne sarebbe accertata subito. Nuotando urtò con le mani i due cazzi, riuscì a sentire che erano estremamente duri, la voglia le cresceva in corpo. Io osservavo la scena e non potevo trattenermi dal infilarmi un dito nella fighetta.
I due ragazzi erano immobili con la schiena appoggiata alla sponda e il loro cazzo esposto, la zia gli nuotava vicino e ogni tanto con la mano o il piede toccava il glande o l'intero pene dell'uno e dell'altro.
I due erano estremamente eccitati, ma nessun altro all'interno della piscina termale sembrava accorgersi della scena.
Eccetto qualcuno, intenta ad osservare la zia non mi accorsi della presenza di un uomo dietro di me, si era avvicinato lentamente e stava toccando il mio culetto con la punta del suo cazzo in erezione.
Decisi di non voltarmi e di lasciarlo fare.
Non sapevo chi era e la cosa mi eccitava enormemente.
Continuavo a guardare mia zia che giocava con i ragazzi i quali non avevano il coraggio di toccarla.
Dietro di me sentivo il cazzo crescere ma invece di penetrarmi iniziò a toccarmi il buchino di dietro con le dita.
Nemmeno io lo avevo mai fatto.
La cosa mi piaceva e lo lasciai continuare.
Era molto piacevole, e a poco a poco lo agevolai piegandomi in avanti, lui approfitto e dolcemente mi infilo il dito dentro, iniziò poi a farlo uscire ed entrare, dei brividi mi colsero e in poco tempo toccandomi il clitoride venni con il suo dito nel culetto e la cosa mi piacque molto.
Mia zia mi sorrise perché immaginava qualcosa.
Poi mi voltai e vidi che l'uomo che mi stava toccando era il vecchietto di ieri. Gli sorrisi dolcemente e tra me e me pensavo che ero proprio come mia zia Anna.
La zia intanto stava uscendo io la seguii.
Lei mi chiese se mi erano piaciute le dita del vecchitto e io annui, a mia volta le chiesi come era andata con i due ragazzi e mi rispose che non aveva ancora finito.
Salimmo in camera e dopo neanche 10 minuti qualcuno bussò, erano i due ragazzi di prima, la zia li fece entrare e poi gli disse di spogliarsi, lo fecero.
I loro cazzi da mosci erano molto belli, in tutti e due si vedeva benissimo il glande e le vene che avvolgevano il pene.
Mia zia si sdraiò sul letto e chiese ai ragazzi di leccarla.
Non si fecero pregare e in breve le erano sopra e la leccavano. Io vedevo le due lingue leccare voracemente le grosse tette di mia zia, le fighetta depilata e ogni millimetro di pelle.
Vedevo anche i cazzi che crescevano lentamente, fino a diventare veramente grandi come li avevo visti in acqua. Il desiderio mi stava divorando, non avevo fatto molti pompini nella mia vita, ma i cazzi dei due ragazzi erano talmente perfetti che non riusci a trattenermi dal farne.
Presi in bocca il piu vicino a me e iniziai a succhiare, con pochi colpi, nemmeno il tempo di assaporarlo che eiaculò, una notevole quantità di sperma mi riempì la bocca e il viso, sembrava che non godesse da anni.
Mia zia intanto si stava facendo inculare dall'altro ragazzo, e la cosa che mi impressionava era la facilità con cui il grosso cazzo entrava e usciva dal buchetto di mia zia.
Dopo pochi minuti stava per esplodere anche l'altro ragazzo, mia zia lo fece uscire e si volto per succhiarli il cazzo lui venne in breve e iniziò a schizzare sperma ovunque colpendo con alcuni schizzi pure me che ero li vicino.
Poi prima di lasciarli andare mia zia gli obbligo a leccarmi la fighetta e il buchetto di dietro in contemporanea; mi sdraiai sul tavolo a pancia in giù e con le mani mi allargai le chiappe.
Le due lingue erano caldissime, venni penetrata con la lingua prima nella fighetta e poi nel culetto l' orgasmo non tardò ad arrivare e un sottile urlo placò le due lingue, i due si alzarono e sentì solo la porta che si chiudeva dietro di loro, e il rumore del vibratore che mia zia Anna stava usando per placare il suo desiderio, in breve mi addormentai.

domenica 12 luglio 2015

Il nostro amico bisex

Quando incontrammo per la prima volta Carlo, fu Francesco ad andarlo a prendere all'appuntamento, ed io aspettai a casa emozionantissima.
Dalla finestra vidi arrivare la macchina e dentro, insieme a mio marito, un bel ragazzo.
Carlo si rivelò una persona simpaticissima, in grado di capire subito la nostra emozione di novellini ed in grado di metterci subito a nostro agio.
Allegro e scherzoso, dopo un po' di conversazione, si sedette nel divano, fra me e Francesco, che, per vincere l'imbarazzo, avevamo messo su una cassetta porno.
Mentre guardavamo il film, vidi la sua mano poggiarsi sulla patta dei pantaloni di mio marito e massaggiarla.
Poi sentii l'altra sua mano raggiungermi una gamba e, piano ma decisa, scorrermi verso l'interno delle cosce.
Fu come se di colpo mi si fosse sciolto qualcosa dentro. Capii senza ombra di dubbio che la mia fica si stava allagando come mai prima di allora! E allargai le gambe per consentire alla sua mano di raggiungerla.
Abilissime le sue dita si impadronirono del mio clitoride e lo sfregarono, già viscido del mio succo. Mi ritrovai sulle labbra le sue e la sua lingua venne a cercare la mia.
Intanto, continuando a baciarmi, aveva presa la mia mano e se l'era portata fra le gambe, dentro i pantaloni che aveva sbottonati. Sentii la consistenza d'un cazzo grosso e già duro!!!
Gli scostai gli slip e glielo afferrai con decisione, quasi per aggrapparmi a qualcosa di solido in quel maremoto che mi stava trascinando.
Mio marito era in piedi, ora, e si godeva lo spettacolo. S'era tolto pantaloni e mutandine e stava con l'uccello duro in mano.
"Dacci la minchia da leccare, Francesco", sentii la voce di Carlo dire, quasi dentro la mia bocca.
Ci ritrovammo con il cazzo fra le labbra, a continuare a baciarci con in mezzo il glande di mio marito che Carlo aveva provveduto a scappellare, mentre io con una mano smanettavo il bastone del nostro amico e con l'altra palpavo e spremevo i coglioni di Francesco, con una manovra che tanto gli piace.
Sentivo mio marito gemere, prossimo all'orgasmo; e Carlo gli disse che se voleva poteva venire così! Ci ritrovammo sulle labbra e sulle lingue il suo sperma.
Carlo spinse la mia bocca sporca di sborra verso il suo cazzo.
Mi ritrovai davanti una minchia grossa e la imboccai e me la lavorai con tanta lingua e tantissima saliva, mentre con la mano cominciai a massaggiargli le palle, morbide e pelose!
Avevo voglia di essere scopata, morivo dal desiderio.
"Chiavami, per favore!", gli dissi.
"Voglio prenderti il culo. Vuoi darmelo?".
Io non ebbi nulla in contrario a darglielo, visto che è una delle cose che preferisco. Mi misi alla pecorina sul divano, dopo essermi tolta slip e vestito, e gli offrii il buco.
Sentii la sua cappella appoggiarvisi contro e poi spingere. Il mio ano si allargò e accolse il cazzo. Mi piace farmi sfondare come una troia e Carlo lo sapeva fare davvero bene.
Francesco, intanto, dall'altra parte mi aveva piazzato sotto il naso la sua minchia già quasi di nuovo dura e ancora odorosa di sperma. La risucchiai e presi a spompinarla.
Era la prima volta che mi ritrovavo con due uccelli a disposizione, nella più classica delle posizioni da maiala, ma l'avevo tanto desiderato e sognato che era come se lo avessi fatto da sempre.
Fu, come sempre, la voce dell'amico a dare nuovo impulso al gioco.
"Perché non mi fai il culo, mentre inculo tua moglie?", disse a Francesco.
"Si facciamolo", aggiunsi io, "però voglio vedere tutto!".
Così ci trasferimmo in camera da letto, davanti al grandissimo specchio dell'armadio.
Mi rimisi alla pecorina sul letto e Carlo tornò a infornarmi il cazzo in culo. Vidi Francesco inginocchiarsi dietro Carlo. Lui si chinò tutto su di me, e mio marito, dopo essersi bagnato la cappella con un po' di saliva, se lo inchiappettò!!! Pochi momenti per sincronizzarci e poi il tutto divenne un'eccitante catena del sesso.
Ogni colpo di fianchi che mio marito assestava a Carlo diventava un poderoso colpo a me. Io passavo dal godermi l'immagine di quel trenino che lo specchio mi rimandava all'appoggiare la testa al materasso per spingere la mano a carezzare quell'insieme di buchi aperti e gocciolanti e di coglioni pelosi!!!
Continuammo ancora un po' così, poi cambiammo posizione. Mi sdraiai a cosce larghe per consentire a mio marito di chiavarmi, perché avevo una gran voglia di prenderlo nella sorca.
Carlo si accovaccio sulla mia faccia, di fronte a Francesco che mi fotteva, dandomi da lappare i coglioni ed un buco del culo che non avevo mai visto tanto aperto. Riuscivo a penetrarlo con la lingua e ci trovavo il sapore noto ed arrapante del cazzo di mio marito!!!
Quest'ultimo, intanto, incitato da me, aveva afferrato il cazzo del nostro amico e lo smanettava.
Quando sentii il calore di una nuova sborrata di Francesco riempirmi la fica, me ne venni anch'io, sussultando di piacere. Carlo, smanettandosi, mi sborrò in faccia e sulle tette!!!